Descrizione
IL SENTORE DEL MALE
di
Edoardo Teotti

Don Alberto, fresco di nomina sacerdotale, viene mandato dal vescovo nella parrocchia di Peschiera, ad aiutare il titolare, monsignor Antonio. I due vengono coinvolti dalla polizia come consulenti per alcuni efferati omicidi. Alberto teme che le sue fobie, tra cui l’acqua del grande lago di Garda, possano interferire duramente nel suo mandato; inoltre, il curato ha un grande dono, visto spesso come una maledizione, che nel proseguo della storia sarà fondamentale per le indagini.
Durante il racconto si comprendono le difficoltà e le sofferenze umane dove male, colpa e dolore si alternano repentinamente, fino alla conclusione di un percorso in cui la follia umana prende il sopravvento sulla ragione.






Ilario Giannini –
Questa Piccola Perla ha un sapore molto particolare. Direi classico, ma con una nota stilistica molto personale dell’autore, che la rende particolare.
L’atmosfera è inquieta e oppressiva. L’ambientazione lacustre aumenta il senso di isolamento, di mistero, di una storia fuori dal tempo. I personaggi, molto ben caratterizzati, sono sfuggenti, ambivalenti; apparentemente dei cliché, si rivelano poi difficilmente catalogabili.
Insomma mi piace il fatto che, senza capire bene il perché, in questa storia tutto ci inquieta, tutto ci rende sospettosi e diffidenti, tutto crea un senso di tensione. Non ci si fida di nessuno fin dall’inizio in questa storia.
Forse è proprio quel “sentore del male” che pervade il racconto e aleggia un po’ su tutto e tutti.
Edoardo Teotti è stato davvero bravo a creare e mantenere per tutto il racconto questa sensazione di impalpabile inquietudine che non si scioglie ma i del tutto, neppure alla fine, quando ci svela la verità, la soluzione del mistero. Che non ci tranquillizza, ma è anch’essa inquietante.
Una storia originale, che stringe allo stomaco in modo sottile, che destabilizza e sorprende, dall’inizio alla fine.