Descrizione
IN BOCCA AL LUPO – The last winter
di
Stefano Medici

Fin dai tempi del medioevo, il lupo è sempre stato rappresentato come il male, il pericolo da cui guardarsi. Nella società moderna, invece, si trasforma da nemico simbolico, a creatura da difendere, portando anche un cambio di registro linguistico: viva il lupo, non più crepi. Ma fuori dalla civiltà, nella natura selvaggia, l’istinto prevale, i lupi tornano a essere feroci predatori.






Ilario Giannini –
La storia è bella, mi ha stregato la passione che traspare dal modo in cui Stefano Medici racconta la montagna, l’esplorazione dei paesaggi innevati, il rispetto e la preparazione necessaria per confrontarsi con questi luoghi e l’emozione di una avventura condivisa tra padre e figlio.
Ci muoviamo in paesaggi meravigliosi, a contatto con la natura, con atmosfere quasi fuori dal tempo. Eppure sullo sfondo ci sono i lupi, a creare una dimensione emotiva incombente e via via sempre più tensiva. Fino a un finale imprevedibile, che mi ha colto di sorpresa. Perché le cose spesso non sono come sembrano. E io da buon Lupo, concordo in pieno.