I CASI DEL VICEQUESTORE DEBORA GIOVAGNOLI – Le pagine cancellate

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Titolo: I CASI DEL VICEQUESTORE DEBORA GIOVAGNOLI – Le pagine cancellate
Autore: Aurora Di Giuseppe

Formato: 12X17

Pagine: 82

Collana: I Tascabili

Cover Graphics: Claus Tamburini

Impaginazione: Vincenzo Mazza

Direttore scientifico: Pietro Molinaro

Editor: Antonella Cavuoto

1^ Edizione marzo 2026

ISBN: 979-12-5777-059-4

Età di lettura consigliata 14+

Descrizione

I CASI DEL VICEQUESTORE DEBORA GIOVAGNOLI – Le pagine cancellate
di
Aurora Di Giuseppe

Una nota scrittrice viene trovata morta a Trastevere, e per tutti è suicidio. Non per il vicequestore Debora Giovagnoli.
Tra bugie e manoscritti rubati, si svela una rete fitta di rivalità e segreti.
Cinque scrittori e un romanzo troppo pericoloso. Ma la verità si nasconde tra le ultime pagine cancellate.

2 recensioni per I CASI DEL VICEQUESTORE DEBORA GIOVAGNOLI – Le pagine cancellate

  1. Michela

    Un piccolo tascabile, ma con un’anima enorme. Le pagine cancellate, uno dei casi del vicequestore Debora Giovagnoli, mi ha conquistata fin dalle prime righe. La trama si apre con la morte di una nota scrittrice nel cuore di Trastevere: per tutti è un suicidio, ma non per Debora Giovagnoli. Da lì si snoda un’indagine fatta di bugie, manoscritti rubati e rivalità feroci. Cinque scrittori, un romanzo troppo pericoloso… e una verità nascosta proprio tra le “pagine cancellate”. Ho amato molto questo libricino: breve, sì, ma incredibilmente intenso. Uno dei suoi punti di forza è, senza dubbio, la costruzione dei personaggi, tutti interessanti e pieni di sfumature. Tra loro, la mia preferita è Michela Buoni, book blogger dall’aspetto naturale ma dal carattere deciso, una presenza che spicca davvero. E poi la domanda che accompagna tutta la lettura: tra questi personaggi così ben costruiti, chi è davvero il colpevole? In poche pagine, Aurora Di Giuseppe riesce a creare un mondo ricco, coinvolgente e pieno di tensione. Una lettura che si divora, ma che lascia il segno.

  2. Ilario Giannini

    E’ un altra indagine del vicequestore Debora Giovagnoli.
    Una storia breve ma intensa, che si apre già nel pieno dell’azione: il delitto è già lì e tu non riesci più staccarti da quell’indagine.
    Una nota scrittrice viene trovata morta nella sua casa a Trastevere. Sembra un suicidio, ma il vicecommissario Debora Giovagnoli non si lascia ingannare dalle apparenze.
    La storia è avvincente: tra manoscritti rubati, scrittori uccisi, verità nascoste e bugie che risalgono a molti anni prima… Sarà un romanzo che racconta una storia pericolosa, una storia che non deve essere raccontata, a innescare il tutto… La verità su quelle morti, si trova proprio tra le pagine cancellate di quel manoscritto.
    Una storia raccontata con un ritmo asciutto e incalzante, una scrittura efficace e ineccepibile, che ci restituisce dei personaggi molto reali e ben caratterizzati. E tra tutti, spicca una vicequestore che è davvero una protagonista meravigliosa: di poche parole, ma lapidarie. Per Debora Giovagnoli, bastano due o tre parole per dire tutto e di più. Ogni sua frase, secca e diretta come una stilettata, è una sentenza scritta.
    Faccio molta attenzione ai dialoghi, sia quando scrivo che quando leggo, e qui devo dire che mi hanno davvero conquistato.
    Questo libro ha un solo difetto: scorre troppo veloce, ti prende e non puoi proprio mollarlo, lo leggi troppo in fretta e ti dispiace quando scopri che lo hai già terminato…
    Per fortuna ci sono altre indagini della vicequestore Debora Giovagnoli che devo ancora leggere!

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