STORIA DI UNA REGINA SENZA REGNO

(5 recensioni dei clienti)

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Descrizione

Storia di una Regina senza regno 

di

Maria Chiarello Costa

 

 

 

 

In una cornice medioevale questo libro ci racconta una storia di oggi, “diversa” per tanti ma comune per altri. Regina è una giovane donna dal cuore puro che vive, come chiunque, il suo regno d’amore fatto di sogni, desideri e speranze. Fin quando, una notte d’inverno, uno spietato complotto ne distrugge l’armonia. Tutto quello che ne consegue porta solitudine, pregiudizi, arroganza, depressione e indifferenza sociale. Tuttavia, per la donna ci deve essere ancora qualcosa che l’aiuti a vedere uno spiraglio di luce nella notte del nuovo regno. Deve trovare un modo per risalire nei colori della vita per lei, per la sua piccola Giada e per tutti quelli che vivono nel deserto della diversità e nell’impossibilità di realizzare i loro sogni. L’autrice, con un linguaggio semplice e fiabesco, esplora il complesso mondo interiore di tutti e di ognuno. I singoli episodi della storia sono il punto di partenza per dare un significato a frequenti avvenimenti della vita.  Con lo scopo di  (ri)trovare l’amore dove sembra non esserci più o dove non c’è mai stato.

5 recensioni per STORIA DI UNA REGINA SENZA REGNO

  1. Barbara

    Dalle premesse mi sembra un bel libro. Sicuramente lo comprerò mi incuriosisce

  2. Laura

    Ho avuto il piacere di leggere di questo libro in anteprima. E’ una favola leggera in grado di trasportarci lontano. Una di quelle favole che parla dei problemi di tutti i giorni, in maniera accattivante e soprattutto scorrevole.

  3. Maria

  4. Paolo Borgognone

    Storia di una Regina senza regno (PAV Edizioni), romanzo d’esordio di Maria
    Chiarello Costa , è un libro pieno di sorprese. Piacevoli, naturalmente. Prima di tutto,
    colpisce la maturità della scrittura: benché sia minuziosa nella descrizione degli
    ambienti e dei caratteri, mantiene una sorprendente fluidità narrativa, assai rara in una
    scrittrice alla sua opera prima.
    Altrettanto importante è la capacità dell’autrice di sottrarsi alle classificazioni, tanto
    comuni nella letteratura odierna, dove tutto sembra codificato. Maria Chiarello Costa
    rifugge dagli schemi e scrive con il cuore, esprime sentimenti: soffre insieme alla
    protagonista, Regina di nome e per qualche tempo anche di fatto; segue con ansia di
    madre la difficile infanzia della piccola Giada; si indigna per la crudeltà dei numerosi
    personaggi negativi e si rasserena per la sincera amicizia e la solidarietà che il
    musicista Teodosio, e pochi altri come lui, manifestano a mamma e figlia.
    Ne consegue in primis una lettura coinvolgente: una volta iniziato il libro, è molto
    difficile staccarsene, perché la passione dell’autrice nel raccontare la vicenda è
    contagiosa e si trasmette al lettore. E la impossibilità di attribuire la Storia di una
    Regina senza regno a un preciso genere letterario lascia a tutti i fruitori la libertà di
    viverlo come meglio credono. C’è chi lo regala ai figli perché lo considera un libro
    adatto ai ragazzi. Altri lo vedono come un valido esponente del genere fantasy, oggi
    molto amato a qualsiasi età. Altri ancora preferiscono apprezzarne l’ambientazione
    tardo medievale, pur reinventata completamente dalla creatività inesauribile della
    scrittrice, e lo equiparano a un romanzo storico.
    Appare particolarmente brillante, in tutto questo, l’idea portante nel libro di Maria
    Chiarello Costa: quella di inserirvi, fin dall’incipit, la figura di un Viaggiatore al
    quale l’autrice stessa, durante una lunga trasferta in treno, racconta la Storia di una
    Regina senza regno . Questo consente alla narratrice, di quando in quando, di uscire
    dalla fantasia e, commentando ciò che ella stessa sta raccontando, fare alcuni lucidi e
    sapidi riferimenti alla realtà odierna.
    Insomma, nel libro c’è veramente di tutto e ogni lettore può serenamente cogliervi
    l’aspetto che colpisce di più la sua mente e il suo cuore.
    Paolo Borgognone – Giornalista

  5. Simo

    Trovo che il libro sia di una sensibilità commovente e toccante. Ci leggo tanto amore e coraggio. Mi piace molto

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