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Pensieri (in) versi

(9 recensioni dei clienti)

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Descrizione

Pensieri (in) versi

di

Daniele Cerioni

Jo è un cantautore, un comune mortale e come tale prima o poi lascerà questo mondo terreno. Quando arriverà la morte Ella lo accompagnerà “in un giardino fiorito”. Lasciare la vita terrena non sarà per Jo un dispiacere, perché è convinto che tornerà a vivere di nuovo, oltrepassando il bardo.
Questa è la convinzione di Jo.
Non ci sarà la morte eterna, ma l’anima si incarnerà in un nuovo nascituro. Egli però dovrà abbandonare tutto ciò che apparteneva alla precedente vita e questo un po’ lo preoccupa: non aver lasciato nella vita precedente un segno di sé, un qualcosa che lo faccia ricordare nella vita anteriore.
Jo non ha paura della morte, perché sa che ritornerà, soffre però lo sgomento di non lasciare nel mondo un ricordo di sé e della precedente sua vita.
Jo si mette a scrivere poesie in modo che sia ricordato per quello che era e per come era nella precedente vita.
Questo nuovo “passatempo” ha anche una valenza terapeutica, perché il signor Jo si accorge che scrivere poesie e canzoni lo pone in uno stato di appagamento spirituale e lo fa stare meglio con se stesso. Scopre nella scrittura un modo per scaricare le proprie ansie e le proprie paure.
Questa possente forma di comunicazione gli consentirà di esprimersi con le proprie emozioni, impressioni, rivelando i lati insospettabili della propria personalità.

“… Esisti ogni tuo giorno con serenità
come fosse l’ultimo.
Lascia un’impronta nel tuo mondo e vivrai
nell’eternità …”

9 recensioni per Pensieri (in) versi

  1. Carla

    Ho avuto il piacere di leggere le poesie di Daniele Cerioni ,le trovo molto belle e piene di sentiamo

  2. Marzia

    Spesso scelgo un libro o dal titolo o dalla copertina come penso la maggior parte delle persone a cui piace leggere. Questa volta però è diverso,conosco personalmente Daniele e conosco il suo vissuto e la sua famiglia. Ho appreso di questo suo progetto solo pochi mesi fa e come ogni cosa che fa ci ha messo il cuore e l’anima. In ogni sua poesia c’è qualcosa che parla di lui ma non solo anche di noi e della nostra vita fatta di alti e bassi.proprio per questo consiglio soprattutto questa raccolta a chi usa i libri per fare un viaggio nella propria anima e ritrovare se stesso. Daniele grazie per il libro e aspetto il prossimo

  3. Amantide Paola

    Con estrema semplicità e cruda realtà questo Autore sa farti cogliere attimi, situazioni, riflessioni sula vita di tutti i giorni, riflessioni che ognuno di noi almeno una volta ha sentito o pensato, lo ringrazio per essere riuscito a farne dei bellissimi versi, in un autentica semplicità e pura poesia in cui rispecchiarsi. Poesie complete a volte malinconiche a volte più spicciole, in una scorrevole lettura.

  4. Lorenzo

    Un libro assolutamente da leggere. Le poesie sono emozionanti, profonde e cariche di simbolismo. Complimenti all’autore

  5. sandrino

    immenso

  6. Antonietta Chiariello

    Accostarsi alla poesia di Daniele Cerioni
    In questa nostra era supertecnologica non capita spesso, che, leggendo un testo di poesie, si trovi il piacere della lettura e scorrendo le pagine si partecipi attivamente alla rappresentazione simbolica di un frammento di vita interiore, che solo un poeta sa esprimere
    In un mondo che cambia rapidamente e a volte superficialmente un libro di poesie fa eccezione perche’ poesia è la parola che imprigiona l’essenzialità assoluta: questo è fatica, concentrazione, grande sforzo mentale e continuo lavoro di limatura per raggiungere la perfezione dell’ espressività.
    Il grande Camilleri, in TV richiamo’ il dovere di mantenere la poesia, di salvarla e diffonderla, perche’. la poesia è essenzialita’ della parola che acquista un significato unico, quello scelto dal poeta e non altro.
    Anche nei versi di DC troviamo una ricerca della parola che ci conduce alla bellezza della poesia, da assaporare e gustare apprezzandone la originalita’ solo apparentemente spontanea, ma dovuta a un grande lavoro di elaborazione e ricerca linguistica.
    La sua ispirazione scaturisce dall’esperienza maturata nella sua giovane vita scandaglia i percorsi più nascosti dell’anima e dal rapporto profondo con la natura
    In “Pensieri ( in) versi”, attraverso la parola, il poeta entra nel profondo della dell’animo e della realta’ scomponendoli in tantr sfaccettature come un puzzle, per poi ricomporre in un tutto.
    …con la potenza della parola,
    mettere a posto ogni pezzetto
    incastrandoli uno ad uno…
    —questa e’ la forza mostruosa
    della parola
    Lo sresso titolo “Pensieri (in) )versi con quell’in in parentesi quasi fosse superfluo, esprime l’identita’ dei pensieri poetici con i versi stessi, e quindi ’identita’ assoluta tra poesia e parola che la esprime .
    Le sue poesie parlano di realta’, di natura, di umanita’ evidenziando come nucleo centrale quel misterioso senso di ricerca, proprio dei poeti, con cui l’autore affronta le tematiche su il mistero del mondo, della vita, sul perche l’animo si sofferma nel tormento di trovare risposte:
    “…io ecrivo perche’ mi anestetizza
    l’anima.—“
    “Scrivere è come un viaggio in un veliero.
    Io scrivo percche’ è un dono,
    scrivo quel che sono.”
    La metafora del viaggio si estrinseca con delicatezza e immediatezza nella parola,vhe concretizza la poesia.
    L’autore, attraverso la mediazione poetica, tenta di far emergere l’io da una forza interiore intrisa di forte determinazione, ma anche di una certa sofferenza, caratteristica del poeta, nel percorrere quell’itinerario umano in cui avvertiamo la profondità del pensiero poetico misto a un senso di leggerezza.
    Il dolore, la delusione, i sogni svaniti si amalgamano in una visione del mondo che non è ristretta soltanto al proprio quotidiano, ma si amplia e diventa universale.
    L’occhio attento dell’animo riesce a guardare oltre la quotidianità attraverso la poesia:
    “Ma le vittorie sono piu’ gustose
    Se son sudate
    Quindi pedala,
    pedala finche’ puoi
    e affronta la salita
    e il successo ci sara’
    e la vittoria sara’ piu’agguerrita”
    “Pensieri in versi” sono un programma di vita poetica che va ricercata nell’elaborazione sintattica, nella spezzettatura del verso, nell’uso di metafore insolite, nella concretezza della descrizione, ma anche nell’elegismo fine e delicato, nello stile che spezza l’evocazione in versi brevi
    La “poesia” diventa così “catarsi” per superare il dubbio esistenziale, attraverso l’itinerario della parola, che diventa “silenzio” per ascoltare attimi e momenti magici di emozioni e sensazioni:.
    Una giovane vita spezzata ispira all’autore versi nell’immediatezza del dolore
    che pian piano si placa, diventa leggerezza nella parola per un’altra vita
    “Ti ho vista volteggiare sopra la mia testa
    …Mi ricordo quando non riuscivi
    a uscire da cerchio di sabbia…
    ….erano attimi di paura euforia e di rabbia
    …Ricordi spezzati da un dubbio
    Questo dubbio che mi assale e non riesco
    a domare
    … avrei voluto darti un ultimo saluto..
    …ci hai lasciati cosi’confusi e addolorati…
    …l’ importante è che tu ora riesca a
    volare nel cielo…
    e volare di notte al buio come una falena”
    La morte è trattata con rispetto e con molta delicatezza delineando appena l’accaduto e l’immagine, ma comunicandoci una grandissima tensione emotiva.
    Il poeta sa anche sorridere di essa perche’ la poesia diventa consolazione
    Che spesso dona momenti anche briosi o fantasie dolci:
    …”Infatti quando moriro’saro’
    Uno spiritello dispettoso
    Che va a spiare le ragazze nel bagno
    Che fara’ cadere oggetti a terra
    Che aprira’ porte e finestre…”
    …|… Mi piace aggirarmi tra laapidi e tomde
    E assorbire l’energia
    Di coloro che furono…
    E ancora, la potenza della parola:

    “Ma il poeta è l’acrobata delle parole
    …è un uomo che cammins su una fune
    Sempre in equilibrio…
    …Il poeta vive perennemente in equilibrio…
    Come i funamblinamboli che ci facevano sognare mondi diversi, cosi’ bastano pochi versi bastano a cogliere con i nostri sensi quell’immagine dell’infinito suscitata da funi e trespoli jn alto verso il cielo dove le parole diventano poesia della piccolezza dell’uomo, con il brusco risveglio dell’ultimo verso.
    il poeta è solo un vagabondo.”
    Nei versi di DC la parola conduce alla bellezza della poesia da assaporare e gustare apprezzandone la originalita,’ solo apparentemente spontanea, ma dovuta a un grande lavoro di elaborazione e ricerca linguistica soprattutto quando si riferisce a allo sfruttamento e all’abuso della persona , soprattutto donne,minori e bambini,, conducendo il lettore dentro dentro il problema, ma con molto pudore e delicatezza che adombra un dolore e una rabbia impotente.
    Molto pudico e riservato il racconto di un abuso sui bambini
    …Li’ nel cortile quel ciliegio
    ,di casa è il padrone
    Sopra i suoi rami posa un rapace
    Che attende il suo boccone
    Le ali del falco sulla preda
    Vincono sul mio angelo custode..
    … Di quel che poi è stato
    Solo in pochi conoscono la verita’…
    …Seguimi nella grotta buia….
    E poi il tema della guerra sempre ingiusta perche’ sono i piu’ deboli come i bambini a subirla senza forse gapire
    Bambino afgano
    Che giochi tra le bombe
    Del nemico dei grandi
    E ancora:
    …C’è un cielo insolito stanotte a Kiev…
    ….intanto il cielo continua a squarciarsi di fuoco
    E le bombe a gadere a terra,
    ci siamo con tutte le scarpe,
    siamo purtroppo in guerra.
    Vogliamo chiudere il presente saggio con la bellissima poesia di chiusura
    “Il palcoscenico della strada”
    Lo sfruttamento crudele della prostituzione e’ un’altra situazione di dolore e misetia per quelle giovani ragazze in poverta’ vendute o rapite. busate, trascinate con la forza dal loro paese ,in un altro chr non conoscono:
    E’ un inno alla donna quale dovrebbe essere nella sua grazia e bellezza pura.
    La strada e’ deserta e lei è li’…
    … ma in piedi sul marciapiede, che ci fai
    Ma come ci è finita in un posto simile
    Una creatura come te…
    …Fuggi da questa vita..
    Torna a sognare…
    ll linguaggio poetico puo’ esprimere bellezza pieta’ miseria cattiveria crudelta’….
    il poeta sceglie cio’ che sente suo e che gli crea sentimenti profondi nel proprio io, come l’autore di Pensieri in versi
    Lo sguardo sul presente diventa in DC nostalgia per il bene, ma anche un’occasione di meditazione e crescita interiore sempre, perche’ ogni esperienza puo’ essere una crescita, anche se negativa
    Sono la funzioe dello sperimentare un recupero di suggestioni culturali e mitopoetiche che appartengono ala tradizione tutta mediterranea della classicita’ greco romana, che ha sempre saputo unire perfezione formale e sentimento, da cui scaturisce una testimonianza di spessore umano e letterario, perchè i versi nascono da emozioni vissute all’interno della propria esperienza personale e culturale ed esprimono le vibrazioni più sottili dell’animo.
    L’autore rifiuta regole e schemi prefissati e sa dare spazio ad una spontaneità controllata linguisticamente, basata su un grande rigore formale, che diventa creatività anche nella scelta semantica, personale ed originale nell’uso di sinestesie e analogie, unitamente agli approfondimenti interiori .
    Le liriche si presentano in uno stile molto personale ed essenziale che rifiuta il peso di ornamenti; la parola si esalta nel valore assoluto della significazione e del messaggio, scandita dal ritmo incisivo e caratterizzato dalla brevità dei versi:
    E’ la scelta formale che va a captare l’immediatezza del sentire e del dettato poetico conferendo all’opera uno spessore artistico ed un’interiorità che si manifesta, attraverso l’urgenza di sentimenti e sensazioni, nell’armonia della catarsi poetica, in un viaggio continuo e reciproco tra poesia e pensiero, tra passato e presente:
    La ricchezza del bellissimo corredo fotografico che accompagna i versi, crea un binomio voluto e cercato che evidenzia anche come le arti siano complementari una all’altra e possano illuminarsi a vicenda, creandoun’armonia espressivaalimentata dal fuoco dell’ispirazione che sonda il mistero intimo delle cose.

  7. Renato

    Jo scrive poesie per lasciare un segno in questo mondo terreno e per trovare la serenità. Perché la scrittura, in versi o in prosa, ha un indiscutibile valore terapeutico.
    Jo, con i suoi versi, nei suoi pensieri inversi, racconta sì stesso, il proprio vissuto, le gioie e i dolori, le emozioni forti e i momenti di tedio.
    Crede che quest’esperienza terrena non sia l’unica, alla fine della giostra ne inizierà una nuova in diverse spoglie, come un uomo, un animale, una pianta.
    Certo gli alberi sopravvivono a tante generazioni di umani, stanno lì apparentemente immobili a guardare questo flusso di gente che nasce, vive e muore, sfiorendo petalo per petalo. Perché questa è la vita. La vita vissuta che Jo ricerca nelle lapidi dei cimiteri, quasi imitando quel genio di Edgar Master Lee nella sua straordinaria Antologia di Spoon River. E ci sono tante riferimenti alla bella musica cantautoriale nelle poesie contenute in questo libro, una musica spesso e meritatamente finita nelle antologie dei libri di scuola.
    Sfogliando le pagine e leggendo attentamente le poesie, troviamo la meraviglia nel guardare un arcobaleno, i versi che ricordano il perduto ma indimenticabile periodo della fanciullezza, il tunnel della depressione. E ancora la sensibilità per l’altrui sofferenza, quella di un bambino afgano così come quella di chi, in questi mesi, cerca di scampare dagli orrori della guerra in Ucraina.
    Ma anche nelle pagine più malinconiche si scorge, comunque, un impeto di speranza, un invito a sorridere e affrontare la vita, per quanto dura possa essere, con spirito positivo. Nel ricordo dei vecchi cari che, inevitabilmente, se ne vanno, nell’esempio di persone da ammirare, nella vicinanza di amici che non abbandonano, nella fedeltà di un cane.
    Poesie da leggere lentamente e con grande attenzione, con il silenzio e la concentrazione necessari per immergersi in questo fiume di parole. Le parole di un poeta che, in fondo, altro non è che un sognatore vagabondo alla ricerca, appunto, di parole. Parole che possano toccare le corde del cuore di chi legge.

  8. Irene Larinto

    Le parole possono testimoniare i tempi e gli stessi itinerari di ognuno di Noi, aprendo nuovi orizzonti di lettura con la certezza di riconoscere e catturare, in segni perfetti,
    l’universo che le parole sottendono.
    Ci e’ voluto molto tempo per leggere questo libro:
    queste poesie mi hanno portato alla meditazione, a distillare con sentimenti contrastanti, le emozioni che sgorgano da esse cogliendo la necessità che contrappone l’ autore a forze irriducibili che agiscono nel mondo e di cui Jo (il protagonista) se ne fa portavoce.
    A volte sono percorsi a ritroso in cui Jo raccoglie frammenti di vita in cui ognuno ne ricorda “le impronte” (come ben l’ autore rappresenta nell’ immagine della copertina), i ricordi intrisi di gioia o dolore insomma un poeta alchimista che, tramite la magia del linguaggio, trasforma gli stralci della vita quotidiana in immagini in cui ognuno potra’ riconoscersi con una partecipazione emotiva che legge la
    “vulnerabilita’ aperta” dell’ autore nel ricostruire i margini del “non detto” che sono parte costitutiva di alcune meravigliose poesie.
    E’ un tuffo nei sentimenti della vita, nei processi che appartengono ad essa in una ricognizione necessaria alla vita di Noi adulti.
    Mi e’ piaciuto moltissimo!! I miei complimenti all’ autore.

  9. Jolanda Rizzi

    Non conoscevo lo scrittore Daniele Cerioni fino a quando su Facebook
    mi sono imbattuta
    in una recensione di un suo libro
    “Pensieri IN versi”
    a dire il vero la trovai troppo lunga
    e non finii nemmeno di leggerla
    però mi incuriosi`
    tanto
    che comprai il libro
    Beh! devo dire che la sua lettura
    prende l’anima
    e cerca di psicanalizzarla
    col proprio IO
    è un filo sottile che gronda emozioni
    e pensieri nascosti
    per poi farti confrontare con la realtà
    Bravo e complimenti.

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