Non ci sono montagne abbastanza alte

(2 recensioni dei clienti)

18,00

Fabio Scarselletta
Non ci sono montagne
abbastanza alte
PAV Edizioni
Copyright 2022
Collana: Romanzo
1^ Edizione: giugno 2022
ISBN: 979-12-5973-341-2
Cover graphics: Claus Tamburini
Info:
pavedizioni1@gmail.com
pavedizioni.files@gmail.com
www.pavedizioni.it

Descrizione

Non ci sono montagne
abbastanza alte

DI

Fabio Scarselletta

Un ragazzo poco più che ventenne, Emanuele, vive in una
borgata nella zona est di Roma. Ha la sua vita, i suoi amici,
il suo amore difficile. Gioca a football americano, e proprio
questo sport lo metterà di fronte a una sfida pressoché
impossibile: riuscire a giocare in una squadra professionistica
negli Stati Uniti, la NFL.
Il sogno di Emanuele, che abbiamo già conosciuto nel
romanzo “Ai giochi addio”, lo porterà in Arizona e in Messico,
in una delle città di confine più pericolose al mondo.
Emanuele dovrà trovare la sua strada tra tante difficoltà,
crescendo come uomo e come sportivo.

2 recensioni per Non ci sono montagne abbastanza alte

  1. Serena Scipioni

    Ottimo esempio di narrativa contemporanea, “Non ci sono montagne abbastanza alte” presenta i primi passi nella vita adulta di un giovane romano di borgata, Emanuele, giocatore di football americano. La passione per lo sport e l’allettante prospettiva di una carriera da professionista negli Stati Uniti metteranno il ragazzo su un aereo per l’America, pronto a realizzare i suoi sogni. Tra gli amori, la famiglia rimasta a Roma, i nuovi amici, le difficoltà di vivere in città pericolose e le partite di campionato, descritte nei minimi tecnicismi, il lettore vede crescere e maturare Emanuele, in una prosa incalzante e sicura. Consigliato!

  2. Paola

    Il seguito del libro “Ai giochi addio” ci porta fuori dall’Italia, si susseguono diverse emozioni: rabbia, gioia, tristezza per giungere poi ad un inaspettato finale. Colpisce l’empatia del protagonista che non si sottraee mai dal dare il suo aiuto in ogni situazione. Lettura consigliata per tutta la famiglia per sottolineare quanto i giovani, quando hanno un sogno, lottano per raggiungerlo.

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