MAPUTO

(35 recensioni dei clienti)

13,00

Descrizione

Maputo 

di

Andrea Catalano

Dario e Tina si conoscono a metà degli anni ‘90 durante un corso universitario sull’Africa. Qualche anno dopo, si ritrovano insieme a lavorare per una ONG in Mozambico. In una Maputo piena di struggenti contrasti, il loro rapporto gradualmente si incrina a causa di incomprensioni, talvolta grottesche, da cui emergono sensibilità diverse, anche sul ruolo stesso della cooperazione allo sviluppo. La rottura dei loro rapporti spinge Dario, ormai esasperato, a fuggire dalla capitale per intraprendere un lungo viaggio a nord, nelle viscere del continente dalla terra rossa. Qui le scoperte sono incredibili e piene di emozioni: dallo stupore per la grandiosità della natura allo sgomento di fronte a storie estreme di varia umanità. Terminata quella esperienza, Dario fa rientro in Italia e decide che quel tipo di vita non fa per lui. Tuttavia, in agguato c’è il destino che lo spinge a far ritorno in quel lontano paese africano. La scoperta che vi farà sarà una rivoluzione, di quelle che cambiano per sempre un’esistenza.

35 recensioni per MAPUTO

  1. Anna Maria Barone

    Ho appena finito di leggere tutto d’un fiato il libro e mi è davvero piaciuto moltissimo. E’ scritto con brillante maestria e la storia, con la sua leggerezza e al tempo profondità, mi ha tenuta incollata alla lettura senza un solo momento di esitazione. In questo frangente collettivo, poi, in cui siamo tutti confinati in casa a causa della pandemia, la lettura di questo racconto mi ha fatto “viaggiare” e conoscere una dimensione a me sconosciuta. Lo consiglio davvero a chiunque abbia voglia di leggere una bella storia, di evadere con la fantasia e di emozionarsi.

  2. Luce Mariniello

    Maputo è la storia di un viaggio nell’Africa sub-sahariana di un giovane cooperante alle prime esperienze in una ONG. Andrea Catalano ripercorre la storia dei primi anni di ricostruzione del paese dopo la guerra civile, nella seconda metà degli anni novanta. Lo fa conservando lo sguardo attento ma ancora ingenuo dei venti anni, e per questo il libro è a metà tra il romanzo di formazione e la letteratura di viaggio. Nella trama si intrecciano episodi esilaranti, considerazioni socio-politiche, fatti drammatici, vissuti e raccontati con la leggerezza, l’idealismo e le emozioni di un ragazzo che si affaccia all’età adulta e alle contraddizioni del continente africano. Maputo è una lettura interessante, uno spaccato sulle ONG in Africa, una finestra su un paese – il Mozambico – ancora poco battuta dal turismo di massa e ha il pregio di affondare le radici nella storia dello scorso ventennio trattando di argomenti ancora molto attuali. Leggendolo, non ho potuto fare a meno di figurarmi i giovani cooperanti protagonisti del romanzo con il volto di Silvia Romano, volontaria rapita in Kenya lo scorso anno. Il pregio del libro è, però, di non eccedere mai nel dramma: nello stile di scrittura l’autore riesce a rendere la spensierata attitudine con cui solo a venti anni si può intraprendere un’esperienza di volontariato nella povertà più estrema, dalle discariche suburbane di Maputo ai villaggi sperduti nella Savana, senza perdere il senso gioioso della vita e dell’avventura che percorrono le strade del romanzo. Vi si respira un’atmosfera fresca, soprattutto in certe ambientazioni che fanno pensare a “The Beach” di Danny Boyle e preservano il lettore dall’angoscia che imporrebbe un racconto più severo o moralista. E’ un racconto di vita letterario: si ride, si piange, si viaggia con lo stupore e l’incoscienza della giovinezza alla scoperta di un’Africa ancora poco raccontata nei suoi contrasti di colori, e che forse già non esiste più​.

  3. Mario Schiano (proprietario verificato)

    Un racconto avvincente ed emozionante. Uno stile originale, fresco, divertente e asciutto. A tratti tagliente come lama di rasoio. Un’accattivante esempio di napoletanità.

  4. Anita Polito (proprietario verificato)

    Finito .. che dire.. bello.. molto .. letto tutto d’un fiato .. due ore di rapimento lontana mille miglia dal covid e dalle amenita’ di questi giorni.. certo io conosco l’autore .. “satollo”.. l’adorabile suricato 😁 e quindi ho riso quando ne leggevo i dialoghi perché visualizzavo lui e le sue espressioni ma mi è davvero piaciuto .. si ride.. si riflette .. l’Africa.. le Ong.. le stranezze dell’animo umano..insomma lo consiglio vivamente (e non prendo percentuali sulle vendite !!) ✌️😜

  5. Antonio Sarrubbi (proprietario verificato)

    Gli ultimi due libri che ho letto erano belli ma forse capitati nel momento sbagliato. Il primo è stato Cecità di Saramago, ma capirete che leggere in tempo di Coronavirus un romanzo che racconta di una pandemia che decima l’umanità non è il massimo del conforto. Il secondo I padroni del cibo di Patel che svela i retroscena della lotta senza esclusione di colpi per la conquista del mercato del cibo da parte di gruppi industriali sempre più forti, potenti e spietati. Poi è arrivato lui, Maputo di Andrea Catalano. Narra di Dario, un giovane uomo, pulito, onesto che si trova (forse per la prima volta in vita sua) a fare i conti con la vita, fra paesaggi da sogno, miserie mai viste prima, meschinità , amori infuocati e un finale a sorpresa che ha commosso persino un orso come me. Bello, grazie Andrea.

  6. India&Manu

    Un lungo racconto di formazione che ci porta a conoscere aspetti dell’Africa, in particolare del Mozambico.
    L’esperienza di cooperante di un ONG, ci farà immergere in ogni momento di quei tre mesi vissuti intensamente fra delusioni e difficoltà nei rapporti con una cooperante in particolare, ma anche tante belle amicizie nate in quella Terra così variegata e affascinante….ci attende un finale bellissimo, che chiude il racconto sorprendendoci.

  7. sergio5

    Scorrevolissimo e divertente. Il fascino di un periodo di formazione post adolescenziale. La terra rossa, luogo, il personaggio, dall’apparente leggerezza, genius. Avrei voluto che avesse continuato a lavorare in Mozambico così da raccontarcelo ancora.

  8. Castelli Angelo

    Caro Andrea, che dire premetto che leggo poco dovuto un po’ alla mancanza di tempo e un po’ al fatto che non sono molto appassionato di lettura, ma questo libro mi ha conquistato e affascinato allo stesso tempo per l’originalità delle sue ambientazioni in un paese l’Africa, il continente nero, da riscoprire in tutte le sue emozioni e per la semplicità e la scorrevolezza con la quale si prova piacere a leggerlo in tutta la sua naturalezza.
    Devo confessare e complimentarmi innanzitutto per l’impegno e la fantasia dei luoghi, personaggi e quant’altro di immaginario collettivo in uno scenario incantevole con storie tramandate di generazione in generazione e invenzioni originali di gente in quei luoghi surreali e ispirati da povertà assoluta e un mondo tutto da scoprire. La storia potrebbe sembrare surreale ma è piena di significato in tutta la sua originalità e ben strutturata on tutta la sua interezza.
    A un amico con la stima e l’affetto di un’intelligenza raffinata.

  9. Gerardo Liguori

    Un racconto simpatico,divertente, originale, ambientato in un paese l’Africa, il continente nero, dalle sue affascinanti meraviglie per la povertà assoluta da riscoprire ma anche per la gente che ha voglia di vivere nuove emozioni a contatto con nuovi popoli e soprattutto con i protagonisti quando vengono inseguiti da quei bambini che si divertono a rincorrerli per tutta la spiaggia con una forza dirompente e mai domi.
    Devo confessare che è scritto in modo scorrevole, semplice ispirato da una storia vera e impreziosito da fantasie originali e un finale al batticuore per un’avventura entusiasmante ma allo stesso irto di difficoltà. Al mio caro amico con stima ed affetto.

  10. Alessandra Masella (proprietario verificato)

    Romanzo interessante, scorrevole, avvincente. Vieni rapito fin dalle pagine iniziali dal mondo del protagonista, dalle sue sensazioni , dalle sue emozioni …. Bellissimo lo scorcio di questo angolo d’Africa . Se mi fosse chiesto , lo consiglierei a chi ama la lettura e gli autori dotati di una sensibilità non comune.

  11. Serena& Francesco

    Un racconto di viaggio del protagonista del nostro racconto, che ci fa immergere nella realtà cruda di un paese: il Mozambico, dove il protagonista Dario arriva da cooperante di una ONG e in quei tre mesi di lavoro, scoprirà un’Africa povera ed affascinante, un paese ricco di contraddizioni, ma che suscitano riflessioni e interrogativi.
    Il nostro Dario, vivrà tutte le situazioni anche incresciose in cui si troverà coinvolto, con spirito determinato e curioso che lo faranno crescere in sensibilità e umanità.
    E sorpresa finale, un cambiamento radicale avverrà nella sua vita futura.

  12. Maura Pane (proprietario verificato)

    “Maputo” mi ha tenuto compagnia per due giorni in un momento difficile ed è riuscito a portarmi in un mondo lontano, tirandomi via a forza da pensieri scuri, e per questo non smetterò mai di ringraziare lui ed il suo autore. Le descrizioni di quella terra lontana, i paesaggi, la desolazione delle periferie, le coinvolgenti avventure di Dario ed il suo percorso di partecipante, ancor più che di cooperante, ad una comunità umana mi hanno appassionata. Andrea Catalano ha uno stile leggero e profondo al tempo stesso, capace di veloci ed ironiche battute come di descrizioni poetiche, che portano il lettore in un percorso di crescita e consapevolezza nel mondo della cooperazione internazionale, sottolineandone le qualità ma anche i lati più torbidi. Leggendo “Maputo” si cresce con il protagonista, con i suoi ideali, con il suo sguardo limpido che spesso si scontra con una realtà diversa e più cruda di quella che aveva immaginato. È un viaggio reale e metaforico e se ne esce rinnovati, anche grazie a quell’ultimo capitolo, Revoluçao, che diventa un po’ la rivoluzione di ogni lettore.

  13. Antonio (proprietario verificato)

    Maputo è un romanzo piacevole e godibile , scorre velocemente coinvolgendoti da subito, e ti sembra di viaggiare anche tu in Monzambico e nel suo profondo nord riuscendo ad vederne i colori , la luce , sentirne gli odori e quasi udire la voce dei suoi vivacissimi bambini.
    Ritroviamo nel libro tutti gli ingredienti: la giovinezza , il senso di libertà, la scoperta ed il fascino dell’ Africa profonda, la piccola malizia nelle conoscenze tra i ragazzi e la passione dello scoprirsi o spesso della sua idea, l’impegno per gli altri e il disincanto anche della realtà o di una parte di essa, ingredienti che Andrea mescola come un abile cuoco che prepara la sua personale proposta riuscendo a intrecciare il senso di leggerezza con la la pienezza di emozioni vissute. Non manca anche quel pizzico di ansia o inquietudine per delle situazioni relazionali inaspettate tra Dario e Tina che contribuiscono a rendere così vivo il racconto.
    Quando poi sembra tutto detto ci regala anche un epilogo , un colpo di scena tanto inaspettato quanto ancor più emozionante.
    Resta alla fine il piacere di avere letto Maputo di aver scorso le pagine con un po’ di complicità e ti resta anche a te quella gioia dell’assaporare quelle situazioni vissute da Dario.

  14. MSil

    Maputo e un racconto che entra in empatia col lettore , istillando sensazioni fresche brillanti ….il periodo giovanile a cui fa riferimento aiuta sicuramente ad esprimere quelle sensazioni pure… ricche di gioia di vivere nel quale il lettore scivola ,appassionandosi.
    Consiglio vivamente la lettura di questo racconto per lasciare da parte le ombre
    dei giorni recenti trascorsi e gettarsi come in un ruscello cristallino per tornare a vibrare di gioia pura .

  15. Anna

    Ma quanto mi sono divertita, ma quanto mi è piaciuto trullalero trullalà! Un libro fresco con una storia appassionante. Profondo e leggero allo stesso tempo. Andrea Catalano scrive bene e affabula il suo lettore con un registro che alterna la dimensione colloquiale a vivide e intense rappresentazioni della realtà, a vibranti passaggi poetici. Mirabile la descrizione dello slum a ridosso dell’aeroporto o della discarica di Maputo… “un girone infernale popolato da mille afflitti che, con il loro errare attraverso quell’orrore, immersi in quella caligine malata e sporchi da capo a piedi, davano l’idea della disperazione umana più profonda”.
    L’autore sa innescare la trappola della curiosità e invita il lettore all’irresistibile richiamo del “vediamo come va a finire”. E così, pagina dopo pagina, ti ritrovi alla fine del romanzo e ti accorgi, pieno di emozione, che ne vorresti ancora un po’.
    Una forza di attrazione a cui non sono riuscita a resistere, cosicchè questo libro l’ho divorato.
    Lo consiglio a tutti senza se e senza ma! Bello, bello, bello!

  16. alessandro recupido (proprietario verificato)

    Bel libro davvero ; scorrevole, godibile , ma soprattutto coinvolgente ; l’autore riesce a farti seguire gradualmente, quasi portandoti per mano, tutta l’evoluzione del personaggio dagli anni giovanili , quelli dell’università, all’approccio idealistico verso l’avventura come cooperante, fino ai dubbi che poi prendono il sopravvento sulle certezze iniziali( relative al mondo della cooperazione) , con cui lo stesso era entrato in quel mondo . Emblematico , a tal riguardo, il passaggio sulla cena fatta con due altissimi dirigenti della ong , dove emerge il cinismo arrogante e criminale dei due, nello spiattellare senza scrupoli la loro abitudine di andare a letto con ragazzine di 13 anni ; chi dovrebbe essere il garante assoluto, visto il ruolo importantissimo all’interno della ong, dei diritti di persone deboli e con la sfortuna di essere nate dalla parte ” sbagliata” del mondo, si mostra senza scrupoli come un approfittatore qualsiasi , al pari dei peggiori aguzzini . Un contrasto forte , ma che rappresenta a mio avviso una metafora della vita di tanti settori , dove dietro il fine nobile, emergono poi le miserie umane , perchè alla fine , sono sempre gli uomini che devono portare avanti i progetti nobili e non tutti gli uomini lo sono ahimè !!! E’ come se Dario lo avessi visto crescere , mentre leggi , grazie alla capacita’ dell’autore di farti entrare nei labirinti della sua mente e del suo pensiero che si evolve e matura pagina dopo pagina . Alla fine resti con il dubbio se sei tu a percepire che l’autore abbia ancora tanto da scrivere su quel mondo e quella terra così lontana o se quella percezione ce l’hai perchè magari sei proprio tu, che leggi, che avresti voluto ancora altre pagine di vita di quella storia così entusiasmante . Bello, bello davvero!!!

  17. Valeria (proprietario verificato)

    Libro leggero e piacevole.. ti trasporta con il giovane protagonista alla scoperta del Mozambico con le sue contraddizioni, la sua gente, la natura, il mondo delle ong e in definitiva alla scoperta di se stesso. Davvero bello!

  18. Dario (proprietario verificato)

    Maputo non è un microcosmo che riveli e illumini perfettamente una entità più grande, la travagliata ed estenuante vita di un paese e di un popolo diversi dai nostri occidentali . È un insieme di gocce d’acqua che dovrebbero rivelarci un oceano e se ne stanno chiuse nelle loro fiale delicate a sottili; è un lampo di madreperla che illumina una tragedia troppo più che individuale per suggerirci parole di quaggiù. Si legge in apnea ,Maputo , senza mai staccarsi perché risulta difficile farlo . Un viaggio in un paese del continente della “terra rossa” che forse rappresenta l’immagine principale che ognuno associa all’Africa quando prova a rappresentarla come una apparizione nella propria mente . Un caleidoscopio di emozioni, di esperienze personali esilaranti ma anche drammatiche. Uno stile leggero e coinvolgente , che miscela simpatia straripante con dolcezza e solennità nel descrivere le atmosfere del Mozambico . Scritto oltre vent’anni dopo quel viaggio , tornando indietro nel passato e riuscendo a cristallizzare nello stile della scrittura l’entusiasmo di un ventenne con le sue illusioni e successivo disincanto. Dispiace quando si arriva alla fine e si vorrebbe che l’autore ci facesse dono di un nuovo racconto.

  19. Ermanno

    Ho letto questo racconto nel giro di paio di giorni e mi ha tenuto compagnia con la sua freschezza e le sue riflessioni su un mondo così complesso e attualmente così tanto dibattuto come quelle delle ONG. I bambini che si rincorrono festosi e pieni di gioisa curiosità, i luoghi del degrado inumano del suburbio urbano di Maputo, le “viscere della rossa terra africana”, le stranezze dell’animo umano, l’amore passionale e la fantastica apparizione del “guaritore di anime”. Tutto mi ha tenuto sospeso fino alla “rivoluzione” finale e con un senso di grande piacere nello scorrere queste pagine, molto ben scritte e capaci di dare tante belle emozioni. Non conosco personalmente l’autore ma mi piacerebbe incontrarlo per fargli tante domande su questa sua esperienza e sul modo garbato, profondo e talmente vivido con cui la racconta che un po’ mi sembra che anche io abbia fatto quel viaggio e vissuto ciò che lui ha vissuto. Complimenti ad Andrea Catalano per questo cameo! Consiglio a chiunque ami la lettura, o voglia cominciare proprio ora a leggere, di non perdere questo racconto che fa bene all’anima!

  20. Ermanno

    Ho letto questo racconto nel giro di una manciata di ore e mi ha tenuto compagnia con la sua freschezza e le sue riflessioni su un mondo così complesso (e attualmente così tanto dibattuto) come quello delle ONG. I bambini che si rincorrono festosi e pieni di gioiosa curiosità, i luoghi del degrado inumano del suburbio di Maputo, le “viscere della rossa terra africana”, le insondabili stramberie dell’animo umano, l’amore carnale e inaspettato, la fantastica, surreale apparizione del “guaritore di anime”. Tutto mi ha tenuto sospeso fino alla “rivoluzione” finale. Ho avvertito un senso di grande piacere nello scorrere queste pagine, molto ben scritte e capaci di dare tante belle emozioni. Non conosco personalmente l’autore, ma mi piacerebbe incontrarlo per fargli tante domande su questa sua esperienza e sul modo garbato, profondo e talmente vivido con cui la racconta. Dopo questa lettura, un po’ ho la sensazione di avere fatto anche io quel viaggio e vissuto, per senso di condivisione, ciò che l’autore ha vissuto. Complimenti ad Andrea Catalano per questo cammeo! Consiglio a chiunque ami la lettura, o voglia cominciare proprio ora a leggere, di non perdere questo romanzo che fa bene all’anima. E di questo periodo ce n’è davvero bisogno!

  21. Roberta ADDRIZZA (proprietario verificato)

    Un applauso all’autore, mi è piaciuto perché con la sua scrittura fluida e leggera è riuscito a raccontare la realtà del mondo della cooperazione che non è solo luce.
    giovane pieno di entusiasmo e Ma ciò che mi è piaciuto è il rapporto con i legami amore e amicizia. Grazie Andrea.

  22. Teo (proprietario verificato)

    A metà tra diario di viaggio e romanzo di formazione, questa lettura è stata piacevolissima e interessante. Offre uno spaccato sul mondo delle ONG con le sue luci, ma anche con le ombre che a volte si stagliano tu tali organizzazioni. Il racconto è portato avanti attraverso lo sguardo sensibile di un giovane, Dario, alla sua prima esperienza di lavoro in un Paese dell’Africa, uscito da pochi anni da una guerra civile e attraversato da mille difficoltà. Tuttavia, la vicenda narrata non scade mai nel pietismo, nè indugia nel moralismo che, raccontando di un continente così povero, può rischiare di diventare scontato. Anzi è una storia fresca, con tanti spunti divertenti. Si legge in modo incredibilmente scorrevole e si viene letteralmente risucchiati in quelle avventure, sapientemente condite anche con ingredienti piccanti. Mi dispiace solo che sia finito troppo presto e attendo con impazienza il prossimo romanzo di questo autore, che secondo me ha molto ancora da raccontare.

  23. Sandra Corasaniti

    Vorrei ringraziare Andrea per avermi fatto trascorrere qualche ora in compagnia di un romanzo molto piacevole da leggere. Mi è stato regalato un paio di mesi fa… ma dentro di me percepivo il bisogno di leggerlo all’aria aperta e non chiusa tra quattro mura dettate dal lockdown. La mia mente e la mia immaginazione hanno viaggiato lontano… Maputo ha risvegliato le emozioni che ho provato durante due viaggi in Bolivia che ho fatto per volontariato qualche anno fa. L’entusiasmo era lo stesso che aveva Dario… soffocato nel tempo da un mondo complesso gestito dalle istituzioni. I bambini …. i primi a pagarne le conseguenze sono le vittime indifese di queste società… e Dario ne descrive uno spaccato molto commovente ed empatico. Grazie Andrea per questa lettura tutta d’un fiato che fa cadere il lettore nella trappola della curiosità …fino alla fine.

  24. Maria Esposito

    A te Andrea faccio i complimenti per il tuo libro… il finale che hai poi scelto è stato il migliore modo per concludere un viaggio interessante e affascinante. Il libro tocca argomenti molto duri, crudeli ma te li fa digerire bene e fa capire anche molto bene i pensieri e le lotte interiori del protagonista. Il tutto con una scrittura fluida, arguta e fresca…. Alla fine del libro il lettore rimane un pò male perché ne vorrebbe sapere di piu’.. Vorrebbe ancora leggere e far parte della vita di “Dario”…. Io l’ho divorato in poche ore e mi è dispiaciuto che fosse già finito. Complimenti davvero.

  25. Guido

    Che bel libro Maputo! Scivolato via in un attimo, come le cose più belle. Mi ha regalato qualche ora di spensierata evasione. Una storia carica di emozioni che diverte e fa star bene. I miei complimenti ad Andrea Catalano, la cui scrittura fresca mi ha portato lontano, nelle rosse terre d’Africa di cui mi è sembrato di sentire i colori, la natura e le tante dolorose contraddizioni.

  26. Antonio Lo Piccolo (proprietario verificato)

    Ho trovato nel libro gli spensierati anni dell’università; ed il ricordo delle convinzioni con cui la nostra generazione si sentiva sicura di poter fare, finalmente, quello in cui tutti avevano fino a quel momento fallito: cambiare il mondo! All’entusiasmo del viaggiatore si mescola l’imbarazzata timidezza nella gestione delle diverse situazioni talvolta paradossali: le frequentazioni accademiche delle ambasciate e dei personaggi che vi ruotano intorno; i siparietti con Tina che gli crea tanti problemi ma è anche la spinta verso una fuga da cui scaturiranno quelle nuove esperienze che saranno negli anni successivi determinanti nella vita di Dario. La descrizione dell’ affaire cooperazione è puntuale e non dispersiva: poche battute sono sufficienti a rendere la fotografia di un sistema che, nato per finanziare i bisogni dei deboli, è un ennesimo “salotto” del potere che assorbe buona parte delle risorse per il proprio fabbisogno.
    Il finale non è per nulla scontato ed è un piacevole colpo di scena. Dario affronta la situazione con la solita dolcezza e mi piace credere che il nuovo viaggio cui è chiamato vedrà il realizzarsi di un sogno in cuor suo sperato e fino a quel momento non realizzato.
    A quando Maputo 2?

  27. Elena piscitelli (proprietario verificato)

    Un racconto avvincente e che ti lascia addosso voglia di Africa e della sua malia!

  28. Sarah (proprietario verificato)

    Maputo è un libro che si legge tutto d’un fiato e che ti arricchisce pagina dopo pagina. La vicenda si sviluppa tra Napoli, il Mozambico e gli altri luoghi visitati da Dario, il primo protagonista del racconto. Parte dalle esperienze universitarie per arrivare all’età adulta, attraversando quell’invisibile confine tra la spensieratezza e la serietà del vivere, cui Joseph Konrad ha alluso con la suggestiva metafora della “linea d’ombra”. É un romanzo di formazione in cui scopriamo come, crescendo, certi ideali e convincimenti possono sgretolarsi alla prova della realtà. L’autore scrive bene e trasferisce il vissuto di quelle esperienze con grande suggestione, facendole arrivare dritte al cuore e alla fantasia di chi legge. Il finale poi riempie di gioia e, almeno a me, ha rigato il volto con qualche lacrima di emozione. Da leggere per volare con le ali dell’immaginazione. Bello davvero!

  29. Valentina (proprietario verificato)

    Maputo è un racconto molto fresco che mi ha fatto assaporare le lontane terre del Mozambico, con una storia avvincente e avventurosa, in cui si muovono tante emozioni. Dario, il protagonista, è un bravo ragazzo che grazie a questa esperienza vive il passaggio alla sua età adulta e quanto gli capita in Africa segnerà per sempre il suo destino. Questo viaggio si rivelerà come rivoluzione della sua esistenza e mi piace pensare che, in fondo, quella di Dario è una “rivoluzione” che in tanti prima o poi desideriamo nella vita. Mi è molto piaciuta la leggerezza della narrazione, talmente scorrevole da non accorgersi di arrivare, pagina dopo pagina, presto alla fine. E nel corso di quel viaggio letterario, chi legge si ritrova a fare lo stesso identico percorso che compie Dario, a tratti immedesimandosi con lui e sentendo intimamente le sue emozioni. Davvero bello, davvero consigliato!

  30. Mario (proprietario verificato)

    Maputo è la storia fresca ed emozionante delle avventure di viaggio di Dario, un giovane di Napoli alla sua prima esperienza di lavoro in un Paese africano, nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Maputo è anche un racconto di crescita e di formazione e, attraverso l’esperienza del protagonista, anche chi legge riesce a saperne di più sul complesso mondo delle ONG, ma anche ad arricchirsi di un punto di vista diverso e interessante su di esso. Il linguaggio del libro è scorrevole, giovanile e in alcuni passaggi, alcune conversazioni, addirittura affiorano delle ingenuità tipiche dell’età della spensieratezza, al punto da far pensare che l’autore sia un ventenne o poco più. Invece, in terza di copertina, si scopre che Andrea Catalano è del 1969 e che dunque ha avuto la capacità di raccontare questa storia, calandosi nei panni, nella psicologia e nel liguaggio di un giovane uomo. Una sorta di metodo Stanislavskij applicato alla scrittura, dove il processo creativo dell’autore sembra avvenire attraverso un’immedesimazione emotiva con il suo protagonista e il suo mondo di interiore. Bella la storia ricca di spunti e trovate divertenti, scorrevole la scrittura che non rinuncia tuttavia a profonde riflessioni, emozionante il finale che annuncia la rivoluzione di un’esistenza. Se fossi un regista di cinema, mi piacerebbe farne un film!

  31. Giuseppe (proprietario verificato)

    Un racconto ben scritto e carico di freschezza. Maputo è una finestra che si apre sull’Africa e su un mondo, quello della cooperazione internazionale, abbastanza sconosciuto ai più.
    Mi è piaciuto davvero molto e grazie a Dario e alle sue vicende mi sono divertito, passando ore di spensierata evasione. La rivoluzione che, alla fine, cambierà la sua vita mi ha poi davvero emozionato, con qualche lacrima che non mi sarei aspettato.

  32. Paola

    Davvero un libro bello da leggere, che fa godere di qualche ora di svago. La lettura di Maputo mette tantissima curiosità verso un mondo lontano e pieno di magia esotica. Mi sono inquietata, divertita, appassionata e, alla fine, ho pianto di emozione. Insomma, un racconto di vita letterario che ci fa assaporare la bellezza del viaggio e del senso di avventura e libertà che ad esso si accompagna.

  33. Valeria (proprietario verificato)

    Ho letto Maputo tutto d’un fiato, regalandomi un intero pomeriggio di relax. Il racconto mi ha messo addosso un’infinita voglia di andare in Africa, per potere sperimentare quelle meravigliose emozioni che vive il protagonista. Consiglio di leggerlo perche è un bel libro, scritto in modo scorrevole e con delle descrizioni così vivide che ti sembra di essere lì, anche tu, a vivere quelle avventure.

  34. Giuseppe Grimaldi

    Dopo anni di lontananza dai libri Maputo mi ha riavvicinato al piacere della lettura, un viaggio in una storia e con una storia avvincente, tra le avenidas della capitale e i piccoli villaggi, le feste, la povertà e la grande esplosione di una gioia meritata.

  35. Ornella (proprietario verificato)

    Maputo è bun bel libro che ti tiene compagnia per qualche ora e che non vorresti lasciare andar via. Ti affezioni al suo protagonista e alle sue avventure e ti piacerebbe saperne di più. La battuta del racconto è veloce, molto fresca e scorre in maniera lineare dall’inizio alla fine, regalando molte emozioni e tanta curiosità per il Mozambico e l’Africa. Ora che l’ho finito mi sento un po’ orfana e spero di poter leggere presto una nuova storia che mi racconti come sia andata avanti la vita di Dario.

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