MAPUTO

(15 recensioni dei clienti)

13,00

Descrizione

Maputo 

di

Andrea Catalano

Dario e Tina si conoscono a metà degli anni ‘90 durante un corso universitario sull’Africa. Qualche anno dopo, si ritrovano insieme a lavorare per una ONG in Mozambico. In una Maputo piena di struggenti contrasti, il loro rapporto gradualmente si incrina a causa di incomprensioni, talvolta grottesche, da cui emergono sensibilità diverse, anche sul ruolo stesso della cooperazione allo sviluppo. La rottura dei loro rapporti spinge Dario, ormai esasperato, a fuggire dalla capitale per intraprendere un lungo viaggio a nord, nelle viscere del continente dalla terra rossa. Qui le scoperte sono incredibili e piene di emozioni: dallo stupore per la grandiosità della natura allo sgomento di fronte a storie estreme di varia umanità. Terminata quella esperienza, Dario fa rientro in Italia e decide che quel tipo di vita non fa per lui. Tuttavia, in agguato c’è il destino che lo spinge a far ritorno in quel lontano paese africano. La scoperta che vi farà sarà una rivoluzione, di quelle che cambiano per sempre un’esistenza.

15 recensioni per MAPUTO

  1. Anna Maria Barone

    Ho appena finito di leggere tutto d’un fiato il libro e mi è davvero piaciuto moltissimo. E’ scritto con brillante maestria e la storia, con la sua leggerezza e al tempo profondità, mi ha tenuta incollata alla lettura senza un solo momento di esitazione. In questo frangente collettivo, poi, in cui siamo tutti confinati in casa a causa della pandemia, la lettura di questo racconto mi ha fatto “viaggiare” e conoscere una dimensione a me sconosciuta. Lo consiglio davvero a chiunque abbia voglia di leggere una bella storia, di evadere con la fantasia e di emozionarsi.

  2. Luce Mariniello

    Maputo è la storia di un viaggio nell’Africa sub-sahariana di un giovane cooperante alle prime esperienze in una ONG. Andrea Catalano ripercorre la storia dei primi anni di ricostruzione del paese dopo la guerra civile, nella seconda metà degli anni novanta. Lo fa conservando lo sguardo attento ma ancora ingenuo dei venti anni, e per questo il libro è a metà tra il romanzo di formazione e la letteratura di viaggio. Nella trama si intrecciano episodi esilaranti, considerazioni socio-politiche, fatti drammatici, vissuti e raccontati con la leggerezza, l’idealismo e le emozioni di un ragazzo che si affaccia all’età adulta e alle contraddizioni del continente africano. Maputo è una lettura interessante, uno spaccato sulle ONG in Africa, una finestra su un paese – il Mozambico – ancora poco battuta dal turismo di massa e ha il pregio di affondare le radici nella storia dello scorso ventennio trattando di argomenti ancora molto attuali. Leggendolo, non ho potuto fare a meno di figurarmi i giovani cooperanti protagonisti del romanzo con il volto di Silvia Romano, volontaria rapita in Kenya lo scorso anno. Il pregio del libro è, però, di non eccedere mai nel dramma: nello stile di scrittura l’autore riesce a rendere la spensierata attitudine con cui solo a venti anni si può intraprendere un’esperienza di volontariato nella povertà più estrema, dalle discariche suburbane di Maputo ai villaggi sperduti nella Savana, senza perdere il senso gioioso della vita e dell’avventura che percorrono le strade del romanzo. Vi si respira un’atmosfera fresca, soprattutto in certe ambientazioni che fanno pensare a “The Beach” di Danny Boyle e preservano il lettore dall’angoscia che imporrebbe un racconto più severo o moralista. E’ un racconto di vita letterario: si ride, si piange, si viaggia con lo stupore e l’incoscienza della giovinezza alla scoperta di un’Africa ancora poco raccontata nei suoi contrasti di colori, e che forse già non esiste più​.

  3. Mario Schiano (proprietario verificato)

    Un racconto avvincente ed emozionante. Uno stile originale, fresco, divertente e asciutto. A tratti tagliente come lama di rasoio. Un’accattivante esempio di napoletanità.

  4. Anita Polito (proprietario verificato)

    Finito .. che dire.. bello.. molto .. letto tutto d’un fiato .. due ore di rapimento lontana mille miglia dal covid e dalle amenita’ di questi giorni.. certo io conosco l’autore .. “satollo”.. l’adorabile suricato 😁 e quindi ho riso quando ne leggevo i dialoghi perché visualizzavo lui e le sue espressioni ma mi è davvero piaciuto .. si ride.. si riflette .. l’Africa.. le Ong.. le stranezze dell’animo umano..insomma lo consiglio vivamente (e non prendo percentuali sulle vendite !!) ✌️😜

  5. Antonio Sarrubbi (proprietario verificato)

    Gli ultimi due libri che ho letto erano belli ma forse capitati nel momento sbagliato. Il primo è stato Cecità di Saramago, ma capirete che leggere in tempo di Coronavirus un romanzo che racconta di una pandemia che decima l’umanità non è il massimo del conforto. Il secondo I padroni del cibo di Patel che svela i retroscena della lotta senza esclusione di colpi per la conquista del mercato del cibo da parte di gruppi industriali sempre più forti, potenti e spietati. Poi è arrivato lui, Maputo di Andrea Catalano. Narra di Dario, un giovane uomo, pulito, onesto che si trova (forse per la prima volta in vita sua) a fare i conti con la vita, fra paesaggi da sogno, miserie mai viste prima, meschinità , amori infuocati e un finale a sorpresa che ha commosso persino un orso come me. Bello, grazie Andrea.

  6. India&Manu

    Un lungo racconto di formazione che ci porta a conoscere aspetti dell’Africa, in particolare del Mozambico.
    L’esperienza di cooperante di un ONG, ci farà immergere in ogni momento di quei tre mesi vissuti intensamente fra delusioni e difficoltà nei rapporti con una cooperante in particolare, ma anche tante belle amicizie nate in quella Terra così variegata e affascinante….ci attende un finale bellissimo, che chiude il racconto sorprendendoci.

  7. sergio5

    Scorrevolissimo e divertente. Il fascino di un periodo di formazione post adolescenziale. La terra rossa, luogo, il personaggio, dall’apparente leggerezza, genius. Avrei voluto che avesse continuato a lavorare in Mozambico così da raccontarcelo ancora.

  8. Castelli Angelo

    Caro Andrea, che dire premetto che leggo poco dovuto un po’ alla mancanza di tempo e un po’ al fatto che non sono molto appassionato di lettura, ma questo libro mi ha conquistato e affascinato allo stesso tempo per l’originalità delle sue ambientazioni in un paese l’Africa, il continente nero, da riscoprire in tutte le sue emozioni e per la semplicità e la scorrevolezza con la quale si prova piacere a leggerlo in tutta la sua naturalezza.
    Devo confessare e complimentarmi innanzitutto per l’impegno e la fantasia dei luoghi, personaggi e quant’altro di immaginario collettivo in uno scenario incantevole con storie tramandate di generazione in generazione e invenzioni originali di gente in quei luoghi surreali e ispirati da povertà assoluta e un mondo tutto da scoprire. La storia potrebbe sembrare surreale ma è piena di significato in tutta la sua originalità e ben strutturata on tutta la sua interezza.
    A un amico con la stima e l’affetto di un’intelligenza raffinata.

  9. Gerardo Liguori

    Un racconto simpatico,divertente, originale, ambientato in un paese l’Africa, il continente nero, dalle sue affascinanti meraviglie per la povertà assoluta da riscoprire ma anche per la gente che ha voglia di vivere nuove emozioni a contatto con nuovi popoli e soprattutto con i protagonisti quando vengono inseguiti da quei bambini che si divertono a rincorrerli per tutta la spiaggia con una forza dirompente e mai domi.
    Devo confessare che è scritto in modo scorrevole, semplice ispirato da una storia vera e impreziosito da fantasie originali e un finale al batticuore per un’avventura entusiasmante ma allo stesso irto di difficoltà. Al mio caro amico con stima ed affetto.

  10. Alessandra Masella (proprietario verificato)

    Romanzo interessante, scorrevole, avvincente. Vieni rapito fin dalle pagine iniziali dal mondo del protagonista, dalle sue sensazioni , dalle sue emozioni …. Bellissimo lo scorcio di questo angolo d’Africa . Se mi fosse chiesto , lo consiglierei a chi ama la lettura e gli autori dotati di una sensibilità non comune.

  11. Serena& Francesco

    Un racconto di viaggio del protagonista del nostro racconto, che ci fa immergere nella realtà cruda di un paese: il Mozambico, dove il protagonista Dario arriva da cooperante di una ONG e in quei tre mesi di lavoro, scoprirà un’Africa povera ed affascinante, un paese ricco di contraddizioni, ma che suscitano riflessioni e interrogativi.
    Il nostro Dario, vivrà tutte le situazioni anche incresciose in cui si troverà coinvolto, con spirito determinato e curioso che lo faranno crescere in sensibilità e umanità.
    E sorpresa finale, un cambiamento radicale avverrà nella sua vita futura.

  12. Maura Pane (proprietario verificato)

    “Maputo” mi ha tenuto compagnia per due giorni in un momento difficile ed è riuscito a portarmi in un mondo lontano, tirandomi via a forza da pensieri scuri, e per questo non smetterò mai di ringraziare lui ed il suo autore. Le descrizioni di quella terra lontana, i paesaggi, la desolazione delle periferie, le coinvolgenti avventure di Dario ed il suo percorso di partecipante, ancor più che di cooperante, ad una comunità umana mi hanno appassionata. Andrea Catalano ha uno stile leggero e profondo al tempo stesso, capace di veloci ed ironiche battute come di descrizioni poetiche, che portano il lettore in un percorso di crescita e consapevolezza nel mondo della cooperazione internazionale, sottolineandone le qualità ma anche i lati più torbidi. Leggendo “Maputo” si cresce con il protagonista, con i suoi ideali, con il suo sguardo limpido che spesso si scontra con una realtà diversa e più cruda di quella che aveva immaginato. È un viaggio reale e metaforico e se ne esce rinnovati, anche grazie a quell’ultimo capitolo, Revoluçao, che diventa un po’ la rivoluzione di ogni lettore.

  13. Antonio (proprietario verificato)

    Maputo è un romanzo piacevole e godibile , scorre velocemente coinvolgendoti da subito, e ti sembra di viaggiare anche tu in Monzambico e nel suo profondo nord riuscendo ad vederne i colori , la luce , sentirne gli odori e quasi udire la voce dei suoi vivacissimi bambini.
    Ritroviamo nel libro tutti gli ingredienti: la giovinezza , il senso di libertà, la scoperta ed il fascino dell’ Africa profonda, la piccola malizia nelle conoscenze tra i ragazzi e la passione dello scoprirsi o spesso della sua idea, l’impegno per gli altri e il disincanto anche della realtà o di una parte di essa, ingredienti che Andrea mescola come un abile cuoco che prepara la sua personale proposta riuscendo a intrecciare il senso di leggerezza con la la pienezza di emozioni vissute. Non manca anche quel pizzico di ansia o inquietudine per delle situazioni relazionali inaspettate tra Dario e Tina che contribuiscono a rendere così vivo il racconto.
    Quando poi sembra tutto detto ci regala anche un epilogo , un colpo di scena tanto inaspettato quanto ancor più emozionante.
    Resta alla fine il piacere di avere letto Maputo di aver scorso le pagine con un po’ di complicità e ti resta anche a te quella gioia dell’assaporare quelle situazioni vissute da Dario.

  14. MSil

    Maputo e un racconto che entra in empatia col lettore , istillando sensazioni fresche brillanti ….il periodo giovanile a cui fa riferimento aiuta sicuramente ad esprimere quelle sensazioni pure… ricche di gioia di vivere nel quale il lettore scivola ,appassionandosi.
    Consiglio vivamente la lettura di questo racconto per lasciare da parte le ombre
    dei giorni recenti trascorsi e gettarsi come in un ruscello cristallino per tornare a vibrare di gioia pura .

  15. Anna

    Ma quanto mi sono divertita, ma quanto mi è piaciuto trullalero trullalà! Un libro fresco con una storia appassionante. Profondo e leggero allo stesso tempo. Andrea Catalano scrive bene e affabula il suo lettore con un registro che alterna la dimensione colloquiale a vivide e intense rappresentazioni della realtà, a vibranti passaggi poetici. Mirabile la descrizione dello slum a ridosso dell’aeroporto o della discarica di Maputo… “un girone infernale popolato da mille afflitti che, con il loro errare attraverso quell’orrore, immersi in quella caligine malata e sporchi da capo a piedi, davano l’idea della disperazione umana più profonda”.
    L’autore sa innescare la trappola della curiosità e invita il lettore all’irresistibile richiamo del “vediamo come va a finire”. E così, pagina dopo pagina, ti ritrovi alla fine del romanzo e ti accorgi, pieno di emozione, che ne vorresti ancora un po’.
    Una forza di attrazione a cui non sono riuscita a resistere, cosicchè questo libro l’ho divorato.
    Lo consiglio a tutti senza se e senza ma! Bello, bello, bello!

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