Descrizione
LA GILDA DI WAGHAM – Libro I
di
Paolo Ferrante

Proverbio nanico: “Le stronzate sono come la schiuma sulla barba: basta una manata e se ne vanno via”.
Un nano scontroso che vorrebbe tornarsene a casa, un’umana dai molti segreti,
e un elfo che vorrebbe salvare il mondo ma viene ignorato sono gli improbabili eroi di questa vicenda.
Il loro scopo è riappacificare i popoli in guerra per affrontare un male che minaccia tutto il mondo conosciuto prima che sia troppo tardi. Il problema? Loro stessi.
Riusciranno i tre a mettere da parte le divergenze e il proprio carattere, o causeranno un disastro perfino peggiore di quello che cercavano di evitare?
La Gilda di Wagham è già un caso editoriale ancor prima di prendere vita. Derivazione naturale del Manuale del Mondo di Wagham, creato dallo stesso autore, è un low fantasy che racchiude in sé la voglia di avventura e la conoscenza dei classici del genere, con quel pizzico di follia e attenzione al sociale che solo i grandi sanno creare.






Monica –
Un fantasy goliardico, in qualche frangente anche rozzo, ma sempre giustificato dal contesto.
I tre protagonisti offrono uno spaccato di un worldbuilding complesso, in cui l’autore ci accompagna attraverso lo svolgersi delle vicende.
Le tematiche trattate offrono spunti riflessivi che si possono ribaltare nel contesto contemporaneo.
Le descrizioni dettagliate permettono al lettore di immergersi appieno nella vicenda, il tutto dipinto con uno stile ricco e curato dall’autore.
Consigliato per chi vuole assaporare un hight fantasy low magic ricco di ironia, birra e scazzottate.
Elric (proprietario verificato) –
Da amante di Dungeons & Dragons non è stato difficile apprezzare questo libro che, sono certo, possa essere assaporato anche da chi non conosce i giochi di ruolo.
Birra a fiumi e risse da taverna sono sicuramente peculiarità del libro, ma parlare solo di questo vorrebbe dire sminuirlo.
La prima cosa che si nota è certamente la vastità del mondo creato dall’autore, nel quale ha riversato molto attenzione e che occupa una parte rilevante all’interno del racconto. I personaggi, pur rispecchiando le caratteristiche alle quali il fantasy classico ci ha abituati, sono originali e particolareggiati. Ho trovato diversi spunti interessanti, come l’aver inserito una sorta di “famigli” come aiutanti dei protagonisti, che forniscono quel senso di leggerezza e comicità al racconto, o l’aver utilizzato dei registri linguistici differenti e riconoscibili per i vari personaggi. Ho apprezzato anche l’utilizzo di nomi nordici per caratterizzare i nani.
La storia è ben sviluppata, seppur entrarne nel vivo non sia immediato, anche perché, ma è solo una sensazione, credo (e spero) seguiranno almeno altri due volumi.
Ben strutturata l’idea di seguire i personaggi separatamente per buona parte dell’avventura, prima di vederli interagire tra di loro.
Nota di merito anche per la copertina, originale e capace di rispecchiare pienamente lo spirito del romanzo.
Inoltre non ho mai letto un libro capace di mettere sete (di birra, ovviamente…) quanto la Gilda di Wagham!
Elric (proprietario verificato) –
Da amante di Dungeons & Dragons non è stato difficile apprezzare questo libro che, sono certo, possa essere assaporato anche da chi non conosce i giochi di ruolo.
Birra a fiumi e risse da taverna sono sicuramente peculiarità del libro, ma parlare solo di questo vorrebbe dire sminuirlo.
La prima cosa che si nota è certamente la vastità del mondo creato dall’autore, nel quale ha riversato molto attenzione e che occupa una parte rilevante all’interno del racconto. I personaggi, pur rispecchiando le caratteristiche alle quali il fantasy classico ci ha abituati, sono originali e particolareggiati. Ho trovato diversi spunti interessanti, come l’aver inserito una sorta di “famigli” come aiutanti dei protagonisti, che forniscono quel senso di leggerezza e comicità al racconto, o l’aver utilizzato dei registri linguistici differenti e riconoscibili per i vari personaggi. Ho apprezzato anche l’utilizzo di nomi nordici per caratterizzare i nani.
La storia è ben sviluppata, seppur entrarne nel vivo non sia immediato, anche perché, ma è solo una sensazione, credo (e spero) seguiranno almeno altri due volumi.
Ben strutturata l’idea di seguire i personaggi separatamente per buona parte dell’avventura, prima di vederli interagire tra di loro.
Nota di merito anche per la copertina, originale e capace di rispecchiare pienamente lo spirito del romanzo.
Inoltre non ho mai letto un libro capace di mettere sete (di birra, ovviamente…) quanto la Gilda di Wagham!
Elric (proprietario verificato) –
Da amante di Dungeons & Dragons non è stato difficile apprezzare questo libro che, sono certo, possa essere assaporato anche da chi non conosce i giochi di ruolo.
Birra a fiumi e risse da taverna sono sicuramente peculiarità del libro, ma parlare solo di questo vorrebbe dire sminuirlo.
La prima cosa che si nota è certamente la vastità del mondo creato dall’autore, nel quale ha riversato molto attenzione e che occupa una parte rilevante all’interno del racconto. I personaggi, pur rispecchiando le caratteristiche alle quali il fantasy classico ci ha abituati, sono originali e particolareggiati. Ho trovato diversi spunti interessanti, come l’aver inserito una sorta di “famigli” come aiutanti dei protagonisti, che forniscono quel senso di leggerezza e comicità al racconto, o l’aver utilizzato dei registri linguistici differenti e riconoscibili per i vari personaggi. Ho apprezzato anche l’utilizzo di nomi nordici per caratterizzare i nani.
La storia è ben sviluppata, seppur entrarne nel vivo non sia immediato, anche perché, ma è solo una sensazione, credo (e spero) seguiranno almeno altri due volumi.
Ben strutturata l’idea di seguire i personaggi separatamente per buona parte dell’avventura, prima di vederli interagire tra di loro.
Nota di merito anche per la copertina, originale e capace di rispecchiare pienamente lo spirito del romanzo.
Inoltre non ho mai letto un libro capace di mettere sete (di birra, ovviamente…) quanto la Gilda di Wagham!