Descrizione
I COLORI DI UN MONDO IN BIANCO E NERO
di
Edoardo Teotti

Una poliziotta, un collega, un galeotto, un detective e una segretaria incrociano le loro vite in maniera improvvisa. Si troveranno davanti a un cambiamento repentino e dovranno prendere decisioni fondamentali che metteranno a dura prova il loro futuro.
Di contorno altri personaggi secondari, ma non meno importanti, intrecceranno il loro vissuto per cambiare la condizione di tutti i protagonisti.
I colori di un mondo in bianco e nero ci presenta ambientazioni metropolitane, tra fughe e scontri armati, situazioni drammatiche e psicologiche al limite del thriller.
In una società stereotipata dalle condizioni umane avverse, dove c’è chi pensa in maniera opposta ad altri, emergerà l’onestà di chi vuole la libertà e la disonestà di chi, invece, vuole mantenere tutto all’oscuro per i propri interessi.
Non tutto ciò che propone la società è buono, il mondo è vario e sfumato di diversi modi d’agire, non sempre legali e spesso poco corretti. In fondo, cosa è il bene o il male?
Al lettore l’ardua sentenza.






Michela –
Ecco un romanzo che inizia con un’indagine, ma che finisce per diventare un viaggio dentro l’animo umano. I colori di un mondo in bianco e nero è una di queste. Fin dalle prime pagine, il romanzo ci introduce Lara, una poliziotta segnata da un dolore profondo. Questo lutto non è solo un elemento del passato, ma una ferita aperta che condiziona ogni aspetto della sua vita, dalle notti tormentate, agli equilibri emotivi sempre precari. La storia prende ritmo quando Lara accetta un incarico delicato: scortare un detenuto accusato di omicidio durante un trasferimento segreto. Da qui si apre una narrazione che mescola tensione, azione e introspezione psicologica. Ma il cuore del romanzo non è tanto il caso giudiziario, quanto ciò che accade tra i personaggi: il rapporto complesso e carico di tensione con il collega Fabrizio, arrogante e provocatorio, il legame ambiguo con il detenuto Grotti, che appare diverso da come viene descritto nei fascicoli, il conflitto interiore di Lara, divisa tra dovere, paura e bisogno di capire. Il viaggio in treno diventa così molto più di uno spostamento fisico: è uno spazio chiuso dove emergono fragilità, diffidenze e inattese aperture. In particolare, colpisce come il personaggio di Grotti venga costruito in modo ambiguo: non è semplicemente “il colpevole”, ma una figura che mette continuamente in crisi le certezze della protagonista. Uno degli aspetti più interessanti è proprio questo: il romanzo gioca sul contrasto tra apparenza e verità. Ciò che sembra definito si sfuma progressivamente, lasciando spazio a domande più profonde. Lara è una protagonista credibile perché imperfetta: forte nel lavoro, ma fragile dentro, determinata ma spesso sopraffatta dalle emozioni. È proprio questa contraddizione a renderla umana e a permettere al lettore di entrare davvero nella sua storia. In definitiva, questo libro è un thriller che punta meno sull’azione pura e più sulla dimensione psicologica. È un racconto di dolore, di identità e di ricerca della verità, dove il confine tra bene e male non è mai netto. Una lettura che incuriosisce e coinvolge, soprattutto per chi ama le storie in cui i personaggi contano più degli eventi.