Il Castigo

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Descrizione

Il Castigo

di

Gennaro Carrano

Il dio Yesa, giudice equo e i suoi dettami da rispettare.
In una società in cui ci si deve sottomettere alle regole e credenze imposte dalla religione, infrangere anche uno solo dei 3 sommi principi originando il Peccato, se non espiato con la giusta condanna, traghetta in un mare di dolenza e sufferenza.
Dall’Amore più puro e “perverso” una serie di eventi nefasti.
Padermide, Tullia, Cornelia e Cassia sono i protagonisti de “Il Castigo”- Volume I

1 recensione per Il Castigo

  1. Francesca De Angelis

    Einstein lo diceva spesso: “Viviamo in un mondo e in Universo senza tempo e spazio”. In un Universo senza tempo e spazio, un sentimento profondo come l’Amore, la forza più grande sulla terra, come dice Merlino ne “La spada nella roccia”, non può sottostare a regole di tempo, spazio, forma o dimensione. Per favi un esempio, chi mi conosce, sa perfettamente la profonda devozione che nutro nei confronti di Rino Gaetano e la sua musica, nonostante sia scomparso da ormai 38 anni. “Il Castigo” è stato pubblicato dalla Pav edizioni nell’Aprile del 2019, e nonostante non sia passato poi così tanto tempo dalla sua uscita, avrei preferito averlo fra le mani sin da subito. Nell’analizzare questo racconto mi sono soffermata non solo sulla storia in sé, ma anche sulla copertina e sui disegni al suo interno. Sin dal primo momento in cui l’ho visto sul blog di Rino, ho capito che non si trattava di una lettura leggera. O almeno, sicuramente non si trattava del solito romanzetto rosa/erotico con il tatuato coattone in copertina. Per carità, io non ho nulla contro i romanzi rosa, però sinceramente mi sono stufata a vedere le solite copertine su ogni singola pagina fb, con il solito figone, palestrato, con certi tatuaggi da far impallidire Fedez; con la verginella che lo redime da chissà quale pratica abominevole, foss’anche collezionare francobolli. Mi hanno fatto venire pure un po’ di complessi a dirvela tutta, soprattutto perché il mio protagonista è una delicata creatura, secchetto e con brufoli a rimorchio. L’immagine di copertina de “Il Castigo” dicevo, mi ha subito colpito tantissimo. Mi ha ricordato il film “Annabelle”, per il quale ho pure fatto il cosplay, ma non è stata l’unica immagine che mi ha stupito. Anche la foto di Rino a fine libro mi ha lasciato un senso di inquietudine. Un maglietta nera, un braccio che copre parte del viso, quasi a voler guidare il lettore verso un racconto diverso dagli altri, un racconto al quale non appena ti approcci, sai che ne uscirai cambiato, o che comunque metterà in discussione la tua esistenza. E così è stato per me… La storia narra le vicende di Padermide, sua moglie Tullia, la di lui madre Cornelia e la “zia” Cassia. Queste persone vivono in una comunità retta sotto i dettami del Dio YeSa, una divinità il cui nome (e forse Rino me lo confermerà) ricorda quello di Gesù o di Yaveh, il dio della Bibbia. Egli ha circa quattro fondamentali dettami e conseguenti divieti; è vietato avere una relazione con una persona dello stesso sesso, di uccidere qualcuno, in quanto gli uomini sono stati creati ad immagine e somiglianza di YeSa, stesso; è vietato per i sacerdoti rompere i voti e, come dice Rino…violar chi si trova fra il primo lume e trenta primavere. Ragazzi, secondo me, quello di cui parla questo libro in realtà, è la nostra società. Non credo ci sia bisogno di dirvi che sta andando a scatafascio. Quante volte leggiamo sui giornali, circa preti pedofili e i loro crimini? Quegli stessi preti, che poi puntano il dito verso chi ama al di fuori della loro mentalità retrograda e bigotta. Una società marcia, dove le persone hanno paura di uscire di casa da sole, dove le donne in primis hanno paura di uscire da sole. Un sentimento che ho provato giusto l’altra settimana, mentre la mattina presto, senza un’anima in giro, mi dirigevo alla fermata del bus e mi guardava intorno guardinga, mentre pensavo “Guarda te, se una deve paura di uscire di casa presto da sola”. Una società violenta con se stessa e contro le donne. Sì, le donne in primis, e Rino lo ha descritto benissimo in questo suo romanzo. Le donne che secondo Totò erano “La cosa più bella del mondo, se non mi piacessero così tanto le donne, mi farei frate”. Donne che vengono stuprate, oppresse, rinchiuse, torturate, non solo dagli uomini, ma anche dalle loro simili, quasi a voler esorcizzare la paura di essere donna, distruggendone altre. Quando ho letto questo libro ragazzi, ho pensato che Rino avesse preso tutto il marcio della nostra società, i delitti che si commettono, e sbattercelo in faccia, quasi a voler condannare le nostra ignavia verso questo scempio. Da anni mi batto contro tutto questo, contro questo putridume che mi dispiace dirlo, alla fine ci potrà soffocare. Ci strozzeremo con un nodo intessuto con il nostro stesso sangue. Il mio romanzo parla di questo e sono veramente felice di averne letto un altro che parla dello stesso. Una bellissima immagine all’interno de “Il Castigo” rappresenta il dolore e la violenza contro la quale noi donne combattiamo. Si vede una donna crocifissa, con un occhio che piange su di lei. Non Dio, che manda il suoi caldi raggi su Gesù sulla croce, ma un occhio piangente. Quasi a voler rendere più profonda ed inesorabile la vita che siamo costrette a fare noi donne per sopravvivere. Trattandosi di una sceneggiatura che spero, se non lo è già, diventerà una bellissima opera teatrale, le descrizioni sono ridotte al minimo sindacale. Ma anche così la caratterizzazione dei personaggi risulta favolosa. Padermide, un ragazzo adorabile, marito e padre premuroso, vive la vita imbevendola nell’amore che nutre per i suoi cari; Tullia, una moglie e madre vigorosa, una donna forte, alla fine schiacciata dal peso del dolore. Cassia e Cornelia, anch’esse imbevono la vita nell’amore, sia verso loro stesse, sia verso la propria famiglia. Rappresentano un po’ tutti noi, i nostri caratteri, le nostre paure, gioie, desideri, dolori, fantasie brutte o belle che siano. Quindi, in conclusione, consiglio VIVAMENTE questo libro a tutti coloro che hanno voglia di vivere in un sogno, un sogno sfumato nella realtà, dove dolore e gioia si combattono in una lotta ancestrale. E soprattutto se vi piacciono le storie piene di suspense. Per quanto mi riguarda, in un libro o anche in un film, no drama, no party. Faccio i miei più vivi complimenti a Rino, alla Pav edizioni per aver pubblicato questo libro e per avermelo fatto avere e dei sentiti complimenti anche alla piccola Diana, gattina-sorellina, fonte di ispirazione per la nostra promessa in cosplay da Angelo (Rino amo la tuo foto copertina di facebook ), e ci aggiungo anche un bacino al suo musetto simpatico.

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