BELLAMARI – avrei voluto fosse una favola

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Descrizione

BELLAMARI
avrei voluto fosse una favola

di

Raffaele Colelli

Il vento caldo dell’estate porta il profumo del mare di un Salento semplice, crudo, ma vero.

Corre il piccolo Gino inseguendo il suo sogno, mentre il dolore ha già ghermito le sue spalle di bambino.

Pesca Gino, e pescando diventa uomo, raggiungendo il suo sogno e coronandolo di Luce. Per lei lascerà il fuoco della sua terra sfidando il ghiaccio dall’altra parte del mondo, spingendosi ai confini gelati non solo di lande deserte, ma di cuori spietati insensibili al dolore altrui.

Tornerà a casa Gino con la sua Luce, ma un destino al buio lo aspetta, una solitudine scura intrisa di ricordi, che lasciano un’argentea scia come la sua barca che solca le acque pacate e salate del porto.

2 recensioni per BELLAMARI – avrei voluto fosse una favola

  1. Mirella Guagnano

    Un bimbo ossessionato da un sogno, una madre che con umiltà fa di tutto affinché lui lo possa realizzare. Madre disposta a rinnegare la sua giovane vita pur di salvare l’anima peccatrice del figlio, nella speranza di salvarlo dal fuoco della Geenna. Romanzo che mi ha turbata ma anche commossa per le gesta di persone belle, che donano amore incondizionato senza pretendere nulla in cambio.Un miscuglio di male e bene. Il male che appare sotto forma di cattiveria, orgoglio, vendetta… Ma il male torna sempre indietro mettendo in ginocchio chi lo ha alimentato. Il bene invece irradia una luce stupenda, che una volta raggiunta è capace di cambiare anche i cuori più freddi. Non si può fare a meno di amarla quella luce: ammalia, dona pace. E quando la si perde è difficile scordarla, si continua a pensare al suo calore, all’amore che trasmetteva e si resta in attesa di ricongiungersi a lei, perché finalmente si è giunti alla consapevolezza che la vita senza di lei è solo buia e triste.

  2. Luciano Tricarico

    Non sono uno che si dilunga nel recensire un libro e non lo farò nemmeno per questo. Spesso leggo recensioni che più di recensire producono una ulteriore sinossi lasciando le loro impressioni solamente nelle ultime righe del finale. Credo che la recensione dovrebbe essere pura al cento per cento. “Bellamari” il libro di Raffaele Colelli, è un libro che da calore a chi lo legge dall’inizio alla fine, non si scompone in astrusità nel tentativo di coinvolgere il lettore ma va sempre dritto al punto, piacevole o no che sia. La storia è bella, racconta di un sogno, anzi di più sogni. Alcuni si realizzano, altri no, altri in parte, d’altronde che cosa sono i sogni se non le nostre speranze e i nostri desideri. Purtroppo, nessuna legge da la matematica certezza che la realizzazione di un sogno sia indice di felicità e che duri per sempre, può assumerne i connotati all’inizio e poi trasformarsi in qualcosa di inaspettato e distruttivo. Ma d’altronde questa è la vita, si acquisisce e si perde con la stessa facilità. Bellamari è un viaggio , nei luoghi, nell’intimo e nel voler vivere del protagonista ad ampio respiro, con tutti i pro e i contro che le vicissitudini e gli ostacoli gli parano davanti. Alla fine si può affermare con certezza che Gino ha vissuto profondamente succhiando il midollo della vita; rimarcando Thoreau.

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