I DUE MONDI – L’INFERNO

(6 recensioni dei clienti)

15,00

Descrizione

I due mondi –  l’inferno

di

Magali Albonico

 

Mi chiamo Aki e sono un Demone volpe, una creatura magica fra le tante che popolano questa dimensione, ma con la differenza che in me vi è celata la Demoniaca Volpe a nove code.

Con essa, un giorno, avrei distrutto il mio mondo, perdendo tutto, rimanendo inesorabilmente solo… ma un giorno conobbi Yukari, un Angelica principessa e da allora la mia vita cambiò: il nostro amore mi aveva reso una persona diversa, un essere migliore.

Il Destino, però, ancora una volta aveva scombinato le carte in gioco: Astro, il capo degli Angelici del Paradiso, ci ha dichiarato guerra e per salvare Yukari ed il mio mondo mi sono dovuto spingere al di là di ogni limite mortale. Così varcai le porte dell’Inferno, come mai nessuno aveva osato farlo.

6 recensioni per I DUE MONDI – L’INFERNO

  1. Greta Guerrieri

    Se il primo libro di questa saga mi era piaciuto, questo ha mantenuto alte le mie aspettative, se non superate. L’autrice ripresenta la storia da dove l’aveva interrotta, con una nuova sicurezza e abilità nella scrittura. Ci saranno molti passaggi legati alla riflessione e la cresciuta interiore del personaggio principale, oltre che al suo conflitto interiore tra il demone che nasconde in lui e la sua volontà di essere una persona migliore. L’amore tra lui e il suo Angelo, sarà appunto messo a dura prova da nuovi ostacoli e nemici, tanto da costringerlo a compiere delle scelte dolorose e scendere negli inferi per porre fine a tutto. Una storia che ti cattura, ti fa immergere in essa ed è in grado di farti riflettere e emozionare. Lo consiglio a tutti, grandi e piccini, siccome le bellissime illustrazioni al suo interno, fanno da contorno a questa meraviglia fantasy!

  2. Martina

    “L’Inferno” è il secondo volume di una trilogia che si concluderà con “Paradiso”. Divorai il primo libro, anche perché lo stile narrativo di Magalì mi impedì di staccare gli occhi dalle pagine; uno stile che si ritrova anche in questa seconda storia e che cattura il lettore dal principio alla fine. Si tratta di un elemento personale, un po’ come uno dei connotati del nostro viso: ogni persona ha il suo, unico e difficilmente replicabile, ed è una dote innata. Non è giusto, però è così: o si nasce con questa capacità o non ci si nasce. La sua narrazione conquista, incalza, mantiene vivo l’interesse e la curiosità con un perfetto equilibrio tra descrizioni e avvenimenti, tra riflessioni e battaglie. Ci sono dei punti estremamente poetici nel romanzo, che si servono di un fonosimbolismo delicato e accennato, sposandolo con il concetto delle onomatopee fumettistiche e che trasportano nell’animo del lettore sentimenti immediatamente percepibili, abbattendo la barriera del filtro composta dalle parole.

    Un’altra caratteristica basilare, nella narrazione di Magalì, è la commistione con l’elemento fumettistico, e in particolare modo manga.
    Una narrazione per immagini è ben diversa da quella utilizzata nella prosa narrativa, è molto più rapida e incalzante per certi versi e anche meno approfondita in quanto molto viene spiegato attraverso la parte grafica. Anche i dialoghi sono più semplici, più vicini al parlato vero di quanto non siano quelli di un romanzo.
    Alcuni di questi elementi li ritroviamo nello stile di questa giovane autrice, soprattutto per quanto concerne il realismo dei dialoghi e la rapidità, senza però risultare superficiale grazie all’uso in equilibrio con il medium scelto, e prosa stilistica.

    Il punto di vista, gli occhi che filtrano tutta la narrazione, sono rigidamente quelli del protagonista, Aki, il mezzodemone che pure era stato il narratore del primo romanzo. Ogni evento, ogni persona, viene percepita dal lettore attraverso le lenti di questo personaggio, e c’è una continua osmosi tra fatti e pensieri di Aki, quasi come si ci fosse un dialogo costante con se stesso (o meglio, con il lettore). Grazie al punto di vista così fortemente calato nel personaggio siamo portati quasi a provare i suoi stessi sentimenti verso gli altri personaggi, percepiamo tutto il suo dolore e la sua dicotomia interna, e questo è anche il motivo per cui un personaggio come Yukari, che facilmente potrebbe altrove cadere in antipatia, ci risulta invece piacevole. Soprattutto per la principessa Angelica, talvolta si ha la percezione di una sfasamento reale, come se non fosse realmente come viene descritta, ma la sua immagine fosse filtrata attraverso “gli occhi dell’amore” e per questo apparisse più perfetta di quanto, in verità, non sia. Questa forte unione lettore-Aki è però una lama a doppio taglio in quanto, se ci permette di penetrare nei recessi più profondi della mente e dell’animo di Aki, diventa un muro inespugnabile per gli altri personaggi, di cui apprendiamo solo e soltanto attraverso il protagonista ed essi ne risultano, inevitabilmente, in parte penalizzati.

    La vicenda di questo secondo romanzo non si riallaccia strettamente al precedente, e per questo motivo, a mio giudizio, esso si può leggere anche senza aver prima letto il primo volume (con la consapevolezza, tuttavia, che in questo secondo ci saranno degli “spoiler” sul primo).
    Ambientato due anni dopo le vicende de “I due Mondi” ha ancora una volta per protagonisti Aki e Yukari, assorbiti totalmente nel loro nuovo lavoro. I vari personaggi sono tutti più adulti e si percepisce lo scarto dall’adolescenza a una maggiore maturità (sebbene restino molto giovani). A differenza del primo libro, la storia narrata in questo secondo non trova conclusione alla sua fine, ma verrà completata nel terzo (e ultimo) romanzo, sebbene il finale non sia troncato di netto (come se fosse una “prima parte”), ma piuttosto un finale aperto. Tra gli eventi narrati, tra battaglie e approfondimenti di questo universo, verrà anche maggiormente trattato il rapporto tra Yukari e Aki, isolando e dando grade rilievo ai sentimenti. Tuttavia non aspettatevi una smielata e semplice storia d’amore: l’azione e l’avventura saranno portanti per tutta la vicenda.

    Spesso nei romanzi di questa tipologia (per genere e target) si hanno dei rapporti poco equilibrati in cui una delle due parti diventa una specie di ameba dipendente dall’altra: ciò, invece, non avviene qui. Yukari e Aki hanno i loro pregi, le loro debolezze, ma il loro è un rapporto paritario sia per forza caratteriale e individuale sia per sentimenti. Il punto di vista di Aki potrebbe far erroneamente credere che lui ami Yuki più di quanto lei non ami lui, ma ciò non è affatto vero, come chiaramente emerge leggendo queste pagine.

    Come per il primo volume, anche questo secondo è correlato da bellissime illustrazioni in stile manga, realizzate da Elena D’Ippolito, che consentono, di tanto in tanto, di riprendere fiato durante la lettura senza però deconcentrarsi.

    Infine, non meno importante, risulta il messaggio: una riflessione sul Bene e Male ma non secondo i canoni consueti, non con rigide e nette distinzioni ma su quanto il confine sia spesso sfumato, difficile da definire; e io, personalmente, che mi trovo molto in linea con questo pensiero, vi vedo un messaggio di speranza, sebbene a doppio taglio: la Luce può celare l’Ombra, è vero, a questo nessuno scampa, ma anche nella Tenebra più nera può brillare una scintilla in grado da riaccendere i cuori.

  3. Isabel

    Ancor più meraviglioso e intrigante del primo! La storia si fa sempre più oscura e misteriosa, le battaglie sono epicissime, e la prima persona porta a provare tutte le emozioni del protagonista Aki! Non vedo l’ora di leggere il terzo libro. Possibile che una scrittura simile possa ancora migliorare? La scrittrice è piena di sorprese!

  4. Martina-lamusicadeilibri

    Coinvolgente, affascinante ed intrigante!!
    Un secondo capitolo che supera il primo e fa sognare. La scrittrice riesce pagina dopo pagina a trascinare il lettore dentro la storia facendolo vivere a fianco dei personaggi. Ho potuto apprezzare il miglioramento della scrittura e la facilità con la quale emozioni e sentimenti di Aki (protagonista) mi scorrevano dentro, come se fossero sensazioni mie. La descrizione dei personaggi e dei luoghi, inoltre, era accurata, ma allo stesso tempo non appesantiva la lettura, cosa non scontata.
    Da amante del fantasy, quale sono, sono rimasta stregata da questo romanzo!!
    Consiglio di cuore la lettura; lasciatevi coinvolgere da questo magnifico demone volpe che vi donerà un cuore colmo di migliaia di bellissime sensazioni!!

  5. Sabrina

    E rieccoci qui 😍 sono troppo felice di parlarvi ancora una volta del mio A- cioè, voglio dire, de I due Mondi~ mica di Aki, no, no, quando mai.
    Ma a chi voglio darla a bere! Per tutto il tempo ho gongolato come un riccio (?), sospirando e pensando quanto sia gnocco! Ma come si vive!
    Bene, passiamo adesso – seriamente forse – al nostro bellissimo secondo volume di questa trilogia (Magali caccia il tre. Grazie prego, ti voglio bene).
    Parto col dire che lo stile in questo secondo volume ha subito un cambiamento sublime, del tutto rinnovato in confronto al primo.
    Se l’inizio della storia mi è piaciuta, trovando la scrittura scorrevole seppur chiaramente quella di una penna più giovane, qui il tutto è maturato e migliorato e non posso che dire di esserne entusiasta.
    La storia si apre come l’avevamo lasciata.
    Aki e Yukari continuano a vivere il loro amore nonostante ostacoli e incertezze, specialmente la costante lotta con sé stesso del nostro protagonista, preda del Demone, il potente Kitsune, celato dentro di sé e pronto a scoppiare e distruggere ogni cosa.
    L’autrice mi aveva parlato del Lucifero che aveva inserito in questo libro e quindi, incuriosita, avendo come sapete anche io pubblicato The Devil and The Lady che vede proprio come protagonista il Diavolo, ho iniziato a cercarlo nelle pagine un po’ anche in ansia, ammetto. E invece il suo Inferno, con i suoi Demoni e il suo Re, non mi hanno deluso affatto!
    Il tutto come sempre nella giusta chiave otaku e giapponese, chiaro segno dell’amore dell’autrice per questo mondo, ha reso il contesto anche migliore.
    Concludo dicendo: Aki che fa di tutto per salvare la sua amata, come può non farti sospirare?
    Anche questo libro ci lascia però tanta curiosità e cose da scoprire.
    Attendo il tanto atteso finale con impazienza.

  6. babbling_babook

    Quando terminai il primo libro di questa saga, dissi di aver trovato la storia molto più simile alle favole dei fratelli Grimm piuttosto che a quelle a cui siamo abituatæ a pensare: la storia che Magali Albonico racconta attraverso le parole e i pensieri di Aki è sì una storia fantasy, è sì una storia d’amore e d’avventura, d’azione e di lotte, ma io continuo a vederla come una storia innanzitutto dark.
    Il personaggio di Aki in primis è un personaggio che trovo perfettamente a suo agio per questo genere, un personaggio che non è completamente buono, ma nemmeno completamente cattivo, un personaggio grigio che vuole lottare per il Bene, ma è anche tentato dal Male, che è mosso dall’amore per Yuki, ma non sempre riesce a controllare il suo lato oscuro. Più che nel primo libro, è stato interessante vedere come la narrazione cambi tono nel momento in cui Aki si lascia trascinare verso il lato oscuro, come le più elaborate riflessioni sul genere umano e sul mondo si lascino sostituire da un linguaggio più sprezzante e crudo, un ritmo più veloce, una finestra narrativa che mi aspettavo – e ammetto anche di aver sperato – durasse di più.
    Questa capacità di ben rappresentare la personalità del narratore-protagonista attraverso lo stile non è l’unico aspetto che ho apprezzato della scrittura dell’Albonico (che io ho l’onore di poter chiamare anche solo Magali, con l’accento sulla i): l’incipit del libro non è l’unico ad essere bello, bensì diversi capitoli cominciano in una maniera che mi è piaciuta così tanto da trasmettermi la sensazione che potessero costituire anch’essi l’inizio di un libro.
    Anche gli errori di battitura sono molti meno rispetto al primo libro e le illustrazioni si sono lasciate ammirare anche questa volta; forse avrei cercato di impaginarle in modo che il testo non fosse “spezzato” a pagina non terminata, ma le ho trovate di nuovo perfettamente in linea con i personaggi e l’atmosfera del romanzo.
    Cosa spero per il prossimo capitolo? Forse un po’ più di dark moments di Aki (in una storyline magari più “unificata”) e che quelle poche frasi un po’ “impostate” lascino più spazio alle bellissime metafore che Magali ci sa regalare, ma, soprattutto… spero arrivi presto!
    5 stelle perché l’autrice merita un incoraggiamento!

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