Descrizione
SARVÆGA
di
Cristina Gambino

Ricorda il suo nome. Sarvæga. Vuol dire selvatica. Creatura da avvicinare con cautela, nel rispetto del tempo che si prenderà per conoscerti. Senza aspettarsi niente da te, senza anticipare o pretendere. Le interessa solo appurare la tua essenza indomita e inclassificabile, per ritenerti unico. Degno di lei.
Comincerà dall’odore, quello tuo, quello vero, celato dalle fragranze cosmetiche. Misurerà il tempo che le dedichi. Non affrettarti nell’accudirla: si offenderebbe. Smancerie e modi sdolcinati le suonano irrispettosi della sua intelligenza. Parlale come a un tuo pari, perché è così che lei si sente.






Erica –
Sarvæga non è un libro da “leggere di fretta”. È un incontro.
Cristina Gambino (@cristinagambino_writer ) costruisce un testo breve ma denso, che somiglia più a una presenza che a una storia tradizionale.
Sarvæga è una figura selvatica, archetipica, che non si lascia avvicinare con facilità: chiede silenzio, ascolto, verità.
La scrittura è essenziale, quasi scarna, ma ogni parola sembra scelta con attenzione, come se nulla potesse essere superfluo. Non consola, non spiega: accompagna. È un testo che parla di autenticità, di rispetto per i tempi interiori, di ciò che resta indomabile dentro di noi.
Non è una lettura per chi cerca risposte immediate, ma per chi è disposto a fermarsi e sentire. Sarvæga è un piccolo libro che lascia tracce lunghe.