Lettere e racconti per Babbo Natale
contest aperto finol al 4 dicembre
di seguito gli elaborati – verranno tutti pubblicati in questa pagina.
1) Gli occhi di un Padre
Una lettera a Babbo Natale
Di Alberto Giulio Ruvolo

Caro Babbo Natale,
ti scrivo dopo tanti anni. L’ultima volta ti ho chiesto un castello LEGO. Ora le costruzioni me le compro da solo, eppure in te non ho mai smesso di credere. Racconto di quell’uomo con la pancia e la barba bianca a mia figlia, trasmettendo la tua magia dai miei ai suoi occhi. Ed è questo l’incanto: ritrovare quella trepidazione per qualcosa che non c’è. Ci diciamo che noi adulti smettiamo di crederci quando capiamo che sono i nostri genitori a comprare i regali, ma adesso che sono padre posso ammettere che l’unica bugia che ci raccontiamo è che tu non esista. Non sei stato creato per portare doni, ma per regalare magia. La stessa che ogni anno vedo negli occhi di mia figlia mentre ti aspetta, proprio come facevo io, e mi chiede se le porterai quel dono. E mentre scarta quel regalo, io vivo di quella felicità che le hai donato, dimenticando per un istante ogni preoccupazione.
Esprimo un unico desiderio: non smettere mai di portare la tua magia negli occhi di noi adulti.
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2) CARO BABBO NATALE
DI Veronica Fogliano.

Caro Babbo Natale,
quest’anno vorrei chiederti qualcosa di diverso da qualsiasi regalo materiale. Ho capito che le cose più preziose della vita non si possono comprare.
Vorrei proporti uno scambio: puoi lasciare vuota la mia scatola dei regali, se in cambio puoi fare in modo che la mia malattia degenerativa non peggiori ancora per tanto, tantissimo tempo.
Vorrei svegliarmi ogni mattina senza paura del domani, continuare a sorridere, amare, viaggiare, fare progetti e godermi le piccole gioie della vita e inseguire i miei sogni.
Ricordiamoci sempre che la vita è un dono meraviglioso, prezioso in ogni sua forma. Qualunque cosa accada, merita di essere vissuta fino in fondo, assaporando ogni istante e trovando la felicità anche nelle piccole cose, perché spesso è proprio lì che si nasconde la vera bellezza. Non diamo mai nulla per scontato: ogni sorriso, ogni abbraccio e ogni nuovo giorno sono piccoli miracoli da custodire e per cui essere grati.
Con tutto il cuore e con tanta speranza
Jasmine.
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3) Caro Babbo Natale
Autore: Anna Berg

Caro Babbo Natale,
quest’anno scelgo il vuoto sotto l’albero. Ti chiedo solo di fermare la mano che ferisce, di spegnere l’egoismo che consuma la carne e il silenzio degli animali.
Tu che trasformasti quattro solitudini scartate in un’orchestra di fiera dignità: I musicanti di Brema. Ripeti quel prodigio. Guarda la terra: vi sono ancora asini curvi sotto pesi invisibili, cani arresi all’abbandono, gatti scacciati dall’ombra dei camini. Creature indifese che pagano il prezzo del nostro inverno, dopo aver speso una vita intera ad amare in silenzio.
Vorrei che la loro cella si aprisse, come in quella fiaba antica. Vorrei che il loro respiro mutasse in un canto corale, un urlo di luce così profondo da incrinare il sonno dei malvagi e restituire a ogni creatura un porto sicuro, un lembo di calore e rispetto.
Insegna all’uomo l’arte della custodia, non del dominio. Cambiamo questo finale.
Anna. Un’amica degli animali
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4) “Le Frequenze amorevoli del Natale”
di Alessandro De Vecchi

Sammy, quarantacinque anni, un matrimonio svanito e un lavoro logorante, trascorreva le sue serate nel buio di un silenzio assordante. Disilluso dal mondo, un pomeriggio notò in una scatola di bookcrossing un volume dalla copertina insolita: ritraeva un Babbo Natale magro, senza barba, dallo sguardo giovane e vestito di un elegante abito blu.
Rientrato nella sua cucina vuota, mentre la radio gracchiava in sottofondo, aprì il libro. Non appena lesse le prime righe, una voce metallica ma calda uscì dagli altoparlanti. Era Nathan, il Babbo Natale del futuro.
Più Sammy voltava pagina, più la voce si faceva nitida, fondendosi con le frequenze. Parlarono a lungo della deriva del mondo, del cinismo e della follia umana. Quando Sammy, con la voce incrinata, espresse il suo unico desiderio — un solo giorno senza guerre, odio o notizie catastrofiche —, Nathan tentò di attivare i suoi meccanismi. Ma si fermò. La sua voce si incrinò: ammise con un dolore straziante di non avere quel potere, di aver fallito. Nathan scoppiò in un pianto disperato.
In quel momento, accadde l’incredibile: migliaia di persone, sintonizzate per caso su quella frequenza anomala, ascoltarono quel pianto. Il dolore condiviso risvegliò i cuori sopiti. La disperazione di un Babbo Natale impossibile divenne l’eco di una causa comune, accendendo nel buio una fragile, immensa speranza di pace.
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5) SCIE LUMINOSE
di
Elisabetta Pierobon

Fuori, il mondo correva veloce e distratto, gli occhi fissi sul cellulare e la mente persa tra troppi pensieri. Io ero piccolo e fragile: un foglio di cellulosa muto, schiacciato tra mille altri in un cassetto chiuso. Mi dicevano che il tempo della magia era finito, che nessuno si ferma più a guardare le stelle o le parole.
Poi nel buio sono arrivate le tue dita. Hai intinto la penna nella notte e hai iniziato a graffiarmi la pelle con scie d’inchiostro che profumavano di sogni, fantasie e desideri. Mi hai trasformato in un’arma silenziosa contro l’indifferenza.
Ora che mi pieghi in questa busta per Babbo Natale, non ho paura del buio. Diventerò un ponte invisibile tra il tuo cuore e quello di chi saprà accogliermi. Se mi chiedi perché continuo a sfidare il silenzio del mondo, guarda le mie righe: siamo la prova che c’è ancora un domani da inventare, una scintilla che l’inverno non può spegnere. Le tue parole sono la mia luce. Finché ci sarai tu a scrivere, io continuerò a respirare.
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6) UN QUADRETTO NATALIZIO.
di
Michela Ippolito

Caro Babbo Natale,
quest’anno non ho doni da chiederti. Ti ricordi quella bambina davanti all’albero, con gli occhi sulle lucine e il cuore che batteva forte per i pacchetti? Sono ancora io, ma adesso mi emoziono guardando chi c’è intorno.
Tra le lucine e le voci che si accavallano, guardo i miei genitori e penso a quanto mi hanno amata, anche quando non me lo meritavo. Incrocio lo sguardo di mio fratello e ritrovo ricordi che capiamo solo noi. Poi c’è il mio pezzetto di cielo azzurro, quella parte del mio cuore che ha imparato a battere anche lontano da me, e accanto il mio orso dal cuore tenero, con cui condivido sogni e giornate storte.
Certo, non siamo sempre un quadretto natalizio: a volte nemmeno tu, con tutta la tua magia, riusciresti a metterci d’accordo! Ma tra una risata e una discussione, mi sento a casa.
Qualche sogno nel cassetto ce l’ho ancora, sai? Però quest’anno la mia letterina è per loro: vorrei che anche i loro desideri trovassero la strada per avverarsi
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7) Cosa Posso Chiederti?
di Andrea incerti

Caro Babbo Natale, sono ormai grandicello per credere in te, ma scrivo libri per bambini e quindi diciamo che un briciolo di speranza mi è rimasto.
Per mia fortuna non ho mai avuto malattie gravi, sono sposato e molto innamorato di mia moglie, voglio bene anche a tante persone che ho attorno a me.
Con impegno e dedizione ho realizzato o sto realizzando tutti i miei sogni.
Quindi cosa ti posso chiedere? Nulla, anzi se ti serve una mano…
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