CANTICO DI UNA SCACCHIERA – Le Cronache Di Arkades

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22,00

Titolo: CANTICO DI UNA SCACCHIERA
Sottotitolo: Le Cronache Di Arkades
Autore: Anis Naffati
Pagine: 504
Formato: 15×21
Collana: Fantasy
Cover Graphics: Valentina Modica
1^ Edizione: maggio 2021
Isbn: 979-12-5973-079-4

Descrizione

 

 

CANTICO DI UNA SCACCHIERA

Le Cronache Di Arkades

di

Anis Naffati

La pace sancita dai trattati è in pericolo. Versantius Vezarium, reggente del Duca di Apharos, riceve un ordine preciso dal padre: uccidere il Duca, assumere il potere e permettergli di portare a termine la rivoluzione dell’Imperatore Techno Valazdar. Un rifiuto basta per rievocare i rancori del loro passato e preannunciare una guerra, che se all’inizio tacita, alla pari di una scaramuccia da salotto nobiliare, si ripercuote sull’intero Reame. Fatti inquietanti, cavalieri erranti e compagnie improbabili sono pedine di una scacchiera improvvisata, rimasta su una tavola troppo a lungo a causa di una partita mai conclusa.

1 recensione per CANTICO DI UNA SCACCHIERA – Le Cronache Di Arkades

  1. Michele Russo

    Ciò che personalmente mi incuriosisce di più, e che mi lascia ben sperare per i prossimi titoli della saga, è la fusione del fantasy con una forma di fantascienza. Anche più notevole ed encomiabile è la scelta dell’autore di misurare bene quando far tacere o spiccare questa dimensione del racconto: questa non è una banale storia di maghi farcita di decine di incantesimi diversi e altrettante descrizioni di prodigi, né un racconto di fantascienza incoerente e ridicolo a chiunque abbia conoscenze scientifiche di base…
    La magia e la tecnologia che popola il romanzo è fine, “sensata”, e per quanto la cornice – inclusi i territori e le storie pregresse rivelate lungo le pagine – sia bella, i riflettori sono puntati prima sui personaggi e poi sulle sorti del loro intero continente. Efficace la conclusione, lascia davvero l’attesa del seguito. L’aspetto peggiore: l’assenza di chiari legami tra uno dei protagonisti e tutti gli altri.
    Evidentemente l’autore aspetta di legarlo alla storia centrale nel prossimo libro, ma allora era davvero necessario introdurlo già qui?

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